Il dolore
«Abbiamo rotto noi la statua, scusate»
Si autodenunciano i responsabili dei danneggiamenti in piazza Aranci: «Non siamo vandali». Pucci: «Alto senso civico»
MASSA. «Siamo stati noi a rompere l’installazione di marmo in piazza Aranci, ma non è stato un atto vandalico. Siamo mortificati, è stato un incidente».
Hanno poco più di vent’anni, la faccia pulita e un’ombra di tristezza negli occhi i due studenti universitari massesi che domenica sera si sono presentati prima in questura e poi dal sindaco per autoaccusarsi di aver rotto un’installazione di marmo in piazza Aranci nella notte di sabato 22 dicembre.
L’antivigilia di Natale Massa si era risvegliata con i frantumi bianchi al posto de “L’isola”, opera degli artisti Bellini, Thun, Asti, Nocchi e Tazzini, proveniente dall’ultima edizione di Marble Week, collocata una settimana fa in uno degli angoli di piazza Aranci per festeggiare l’inaugurazione dopo il restauro. Il sindaco aveva sperato che la piazza diventasse, per l’appunto, un nuovo spazio espositivo per opere d’arte e, invece, mentre la città si preparava alla festa cristiana, ecco lo schiaffo.
L’oltraggio della statua rotta aveva indignato la città, che subito aveva creduto all’opera di vandali, purtroppo assidui frequentatori dei paraggi. «I soliti stupidi ignoti», li aveva definiti il sindaco Pucci che aveva deciso di lasciare i cocci sul selciato per tutta la giornata per mostrare alla città il «vile gesto» in tutta la sua spudorata vigliaccheria.
Ma sarà stata l’atmosfera natalizia, sarà stata più prosaicamente la buona fede e il senso civico dei protagonisti, fatto sta che il miracolo si è compiuto. I due ragazzi si sono presentati alla polizia e hanno ammesso: «Nessun vandalo, siamo stati noi». Poi lo hanno ripetuto al sindaco, al quale hanno anche scritto una lettera per spiegare cos’era successo e per scusarsi, e quindi lo hanno reso pubblico raccontando l’accaduto ai giornali.
«Studiamo fuori Massa all’università – raccontano – e siamo tornati in città per passare le vacanze in famiglia. Sabato sera eravamo un gruppo di quindici, venti persone in piazza Aranci ed era circa l’1 di notte. Uno di noi è inciampato ed è andato a sbattere contro l’installazione che non era fissata stabilmente al suolo, è caduta e si è rotta».
L’opera si è rovesciata alle spalle del ragazzo ed è andata in frantumi, ma fortunatamente non ha colpito nessuno. «Siamo distrutti, ci dispiace tantissimo – spiegano i due – ma non volevamo assolutamente fare una cosa del genere. Senza volerlo abbiamo impattato contro la scultura ma poteva capitare a chiunque, anche a un cane o a un bambino».
«Sono molto contento del coraggio civico di questi ragazzi che si sono autodenunciati», spiega il sindaco Roberto Pucci. «Non c’è stata nessuna volontà – prosegue – si sono spintonati e l’installazione è caduta; un incidente può accadere».
Se il giallo dei vandali sbiadisce, sorge però una domanda: e se dietro l’installazione che stava cadendo ci fosse stato qualcuno? Se al posto di giovani scattanti ci fosse stato un bambino o un animale non in grado di svicolare davanti al pericolo? La scultura forse poteva essere assicurata in modo più solido al terreno?
«Non diamo le colpe a chi non ne ha – taglia corto il sindaco – l’installazione anche nell’esposizione a Carrara è sempre stata esposta in questo modo e anche in piazza Aranci era ben posizionata. Abbiamo avvisato gli organizzatori, purtroppo andrà rifatta ma gli arredi sono comunque assicurati. E in ogni caso i ragazzi si sono autodenunciati, quindi qualcosa dovranno pagare anche loro».
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