Il Tirreno

«Lunigiana in crisi e dimenticata dalle istituzioni»

Appello del Sel Fivizzano per aiutare l’economia locale messa al tappeto dal crollo del ponte di Serricciolo

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FIVIZZANO. Anche il Circolo Sel “Mario Colonnata” lancia un grido di allarme riguardo alle criticità create dal crollo del ponte di Serricciolo, di fatto rivolgendosi a Regione, Provincia e Comuni interessati, chiedendo di presentare una richiesta di compensazione delle maggiori spese che i cittadini sono costretti a sostenere per il trasporto, ad esempio sotto forma di bonus da definire.

Inoltre chiede di adoperarsi presso l’Anas affinché la ricostruzione del ponte avvenga nel più breve tempo possibile e, qualora non ci fossero risposte soddisfacenti, di pensare anche a una risposta forte quale le dimissioni dei consigli comunali interessati. E di chiedere uno stanziamento straordinario per la messa in sicurezza del territorio e per l’avvio di attività produttive al fine di superare la fase di stagnazione nella quale versa il fivizzanese.

«L’alta Lunigiana, di cui Fivizzano è capoluogo - scrive il Sel - è sempre stata considerata e trattata come l’ultima periferia della Regione Toscana e, come tutte le periferie, è stata inascoltata, trascurata, dimenticata. Ha visto, nel tempo, un esodo continuo della popolazione, soprattutto giovane, verso i centri industriali che offrivano lavoro. L’allontanamento di buona parte della popolazione ha anche determinato, conseguentemente, l’abbandono delle attività primarie: la cura della terra, dei boschi, della montagna, della pastorizia e dell’allevamento e lo spopolamento di borghi e di intere zone».

E questo quadro , secondo il Circolo fivizzanese, si è ulteriormente aggravato a seguito delle recenti e intense piogge che hanno ancor più danneggiato il già fragile sistema viario con il crollo del ponte di Serricciolo dando avvio a percorsi alternativi «questo rende ancor più pericoloso, insicuro e antieconomico il movimento delle persone e delle merci. Se si pensa poi ai trasferimenti di ammalati presso gli ospedali della costa, si comprende che questi vengono svolti mettendo a repentaglio la salute delle persone, sia per la distanza ancora maggiore che per i tempi che si sono di fatto raddoppiati».

Per il Sel, la sicurezza sanitaria dei cittadini non riguarda soltanto il trasporto presso i centri di cura ma anche «la sempre più ridotta capacità del nostro ospedale nel fornire l’assistenza sanitaria necessaria». Sel aggiunge poi che «le conseguenze di tale situazione sull’economia del territorio sono estremamente gravi e sotto gli occhi di tutti: i commerci e tutte le attività economiche connesse al tracciato della statale del Cerreto vengono messe in serio pericolo di chiusura. Solo a titolo di esempio è indubbio che le attività di Serricciolo e di Cerreto Laghi sono in profonda crisi». Da qui la richiesta alle istituzioni di intervenire subito. (m.l.)

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