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«Soluzioni alternative al nuovo ponte»

di Marco Landini

FIVIZZANO. Tra coloro che sono assolutamente scontenti della mancanza di un alternativa viaria sulla statale 63 del Cerreto, in attesa della costruzione del nuovo ponte a Serricciolo il cui termine è...

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FIVIZZANO. Tra coloro che sono assolutamente scontenti della mancanza di un alternativa viaria sulla statale 63 del Cerreto, in attesa della costruzione del nuovo ponte a Serricciolo il cui termine è previsto tra sei mesi, c’è Diego Parvori, responsabile della cartiera San Lorenzo di Gassano.

«L’altra sera - scrive Parvori - ero presente al consiglio comunale congiunto Aulla-Fivizzano e sono rimasto letteralmente sconcertato quando ha parlato il responsabile Anas, in merito al nuovo ponte con termine lavori tempo massimo 6 mesi».

Qui il responsabile della San Lorenzo fa alcune riflessioni in merito alle decisioni Anas spiegando di essere un cittadino che tutti i giorni deve fare Lucca-Aulla-Gassano e viceversa legge i giornali, cerca di fare impresa nella valle oltre il ponte, paga le tasse e ha contato 15 ponti da Aulla a Gassano. «Sono passati 40 giorni dal crollo del ponte di Serricciolo e sento che sono stati finanziati dall’Anas 350 mila euro per il consolidamento delle provinciali SP 19 e 665 e gli studi sulle eventuali opere provvisorie da fare in attesa del nuovo ponte, sono state tutte scartate perché ritenute troppo onerose e/o irrealizzabili tecnicamente compreso il ponte Bailey».

Parvori asserisce che la cosa lo sconvolge e meraviglia è che chi ha fatto le scelte e le valutazioni delle esigenze della valle ha dimostrato chiaramente di non aver capito il problema reale. «Poiché – spiega - tutte le merci vengono trasportate con mezzi di peso compresi fra le 30 e le 50 tonnellate, è pura follia, concreta ignoranza e incapacità di non comprendere che una soluzione importante, in attesa del nuovo ponte, andava trovata in maniera assoluta e velocissima».

Commento finale è che «con le decisioni aberranti prese per questa valle in questo contesto, non ci potrà essere un probabile sviluppo in futuro, poiché fra 6 mesi, fermo restando le condizioni attuali, la valle sarà fortemente penalizzata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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