Il Tirreno

Domani il presepe vivente alla chiesa del Cinquale

di Melania Carnevali
Domani il presepe vivente alla chiesa del Cinquale

Le famiglie Chilotti e Bianchi si alterneranno quest’anno nei ruoli principali Il jolly Feragan Del Giudice, a volte contadino a volte guardia: sempre presente

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MONTIGNOSO. Ci siamo: il presepe vivente del Cinquale, alla chiesa di san Giuseppe, sta per aprire le sue porte per trascinare i suoi visitatori nel passato, nel lontano anno zero. Ieri, a Villa Shiff, alcuni dei volontari che interpreteranno i personaggi si sono già messi le vesti del passato per dare un assaggio alla stampa di quello che sarà.

Alla presentazione hanno partecipato anche il sindaco Narciso Buffoni e Andrea Bigini il presidente dell’Anspi, il gruppo che si è occupato dell’organizzazione insieme alla parrocchia di San Giuseppe Artigiano. Due le famiglie che si alterneranno, con i loro bimbi, per interpretare la famiglia di Gesù: la famiglia Chilotti e la famiglia Bianchi composta da Marianna Paolini, Diego e Gianmaria Bianchi (il primo è il babbo e il secondo è il figlio di quattro mesi).

Proprio Marianna, che in questi giorni interpreterà Maria, è la figlia di uno dei fondatori del presepe Giancarlo Paolini. Da piccola, quando il presepe vivente era solo un gruppo di tre famiglie – la loro, quella di Bigini, che è ancora presente e quella di Roberto Dazzi, che invece non partecipa più – Marianna faceva la contadina insieme al padre. In questi giorni siederà nella capanna di Giuseppe e Maria, insieme al marito e terrà in braccio il suo bimbo Gianmaria. Più di due generazioni ormai si sono succedute a interpretare i personaggi del presepe. I bimbi sono diventati adulti, qualcuno se n’é andato, altri nuovi sono arrivati e qualcuno è rimasto per tutti questi ventuno anni a dare il suo contributo, come il signor Feragan Del Giudice. Feragan, con i suoi occhioni azzurri e il suo capello bianco è il più anziano del gruppo e non ha mai saltato un anno. «Io sono il jolly – spiega Feragan, con la sua calda voce – a volte faccio il contadino, a volte la guardia. Non importa cosa faccio, l’importante è fare. Fare per realizzare questo evento che è un’opportunità per ricreare un’atmosfera di comunità che oggigiorno si è persa». Il presepe sarà aperto nelle giornate del 24, 25, 30 dicembre e del primo e 6 gennaio. L’ingresso è a offerta libera.

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