Proteste
De profundis sulla Società della Salute
Ufficializzata la chiusura nel corso della conferenza regionale delle Sds. L’Uncem: non disperdiamo questo patrimonio
PODENZANA. L’esperienza delle Società della Salute in Toscana va verso la fine. La prossima chiusura è stata ufficializzata durante la conferenza delle stesse SdS presso la sede dell’assessorato al diritto alla Salute della Regione Toscana.
«Come Uncem - ha dichiarato a proposito il presidente dell’Unione nazionale Comuni montani, Oreste Giurlani - abbiamo da sempre sostenuto quanto le Società della Salute, in particolar modo quelle montane, siano state un’esperienza positiva nel corso degli anni, ma a questo punto è necessario delineare il percorso di uscita senza però compromettere il sistema socio-sanitario locale in qualità e quantità».
Un de profundis che lascia allibito Riccardo Varese, presidente della SdS Lunigiana, malgrado, ammette lo stesso, tale decisione era nell’aria da tempo.
«In Italia è sempre così - si sfoga Varese che affianca l’incarico di presidente SdS al ruolo di sindaco di Podenzana - quando c’è qualcosa che funziona, si pensa bene a toglierlo di mezzo. A livello personale, ma si fa per dire, potrei affermare che mi è stato tolto un peso, ma non è davvero così. Semmai hanno imposto alla Lunigiana di fare a meno di un servizio. Mi chiedo, ad esempio, chi gestirà il sociale e inoltre, quanto costerà la futura convenzione con l’Asl, di certo alta, a scapito dei cittadini. In termini economici, infine, devo dire che, malgrado nel novembre 2011 alla nostra SdS è stato tolto 1 milione e 700mila euro di contributi, siamo riusciti a chiudere il bilancio con un passivo contenuto. Ma se pensiamo che in Italia un comico raccoglie così tanti consensi politici, non ci si deve stupire per questo».
E sulla chiusura delle SdS Oreste Giurlani ha aggiunto: «Da parte dei sindaci e amministratori presenti - commenta - è stato chiesto alla Regione un impegno forte nel delineare il percorso da intraprendere alla luce del superamento. Una cosa deve essere certa, ciò che non può mancare, sono quelle specifiche politiche di governo del territorio montano per quanto riguarda il sociale e sanitario e la loro integrazione. In montagna le Società della Salute nel corso degli anni hanno rappresentato proprio quell’anello di congiunzione tra i due settori portando importanti ricadute sui territori minori, isolati e marginali, ora è necessario non far crollare tutto questo per non far sì che a pagarne le spese siano i cittadini».
Altra questione affrontata da Giurlani, quella dei piccoli ospedali montani che oggi rappresentano vero presidio del territorio su cui risulta indispensabile evitare qualsiasi passo indietro».
«I piccoli ospedali - ha aggiunto Giurlani - sono delle risorse fondamentali per il territorio dal punto di vista di servizi sanitari ma anche sociali e devono essere presi in considerazione come tali: per questo è necessario che, si tenga conto della specificità delle singole situazioni, mantenendo alto il livello di qualità in quanto garanzia per la salute dei cittadini, e promuovendo l’integrazione tra territorio e ospedale. Ringrazio i sindaci e gli amministratori - ha concluso Giurlani - che in questi anni, a costo zero, si sono impegnati per far sì che le Società della Salute rappresentassero, integrazione, innovazione ed efficienza».
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