Il Tirreno

«Troppo il 18% di aggio su ogni pratica»

«Troppo il 18% di aggio su ogni pratica»

Pdl e Idv contestano l’affidamento delle stime di vendita ad uno studio professionale privato

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MASSA. L’opposizione spara a raffica da sinistra (Idv) a destra (Pdl) sul’operazione di vendita dei diritti di superficie delle case popolari costruite in convenzione.

Tre i punti focali, il prezzo di vendita ritenuto troppo oneroso per i cittadini; i tempi di accettazione delle domande; e, soprattutto, il fatto che il lavoro di schedatura degli immobili e di preparazione alla vendita è stata fatto servendosi di uno studio professionale privato che incasserà il 18% di aggio a pratica andata buon fine. Ovvero venduta regolarmente.

«La redazione e la stipula degli atti poteva essere trattata direttamente dal Segretario Generale del Comune, anziché dai notai, con un risparmio di migliaia di euro per i proprietari. - attacca Stefano Benedetti (Pdl) - Invece, sulla questione dell' affidamento dell' incarico, ho provveduto ad inoltrare un esposto presso la Corte dei Conti, poiché ritengo che l' aggio assegnato del 18% sia troppo alto ( circa 1.500.000,00 di euro su un incasso totale di 8.000.000 ) e sono certo che il Comune dispone di tecnici capaci ed in grado di effettuate tutte le valutazioni del caso».

Anche l’Idv, a distanza, concorda con la critica riguardo l’affidamento ad uno studio professionale delle stime. E sui prezzi osserva che il piano di vendita «a differenza di quanto avvenuto in altri comuni, interviene a distanza di ben 14 anni dall'entrata in vigore della normativa. Un ritardo - dice l’Idv -che ha danneggiato i proprietari, in quanto nel frattempo sono entrate in vigore norme che hanno modificato i criteri di valutazione delle aree edificabili, rendendo più onerosa la trasformazione del diritto di superficie. L'importo viene calcolato partendo dal valore venale del bene e decurtandolo del 40%. Dopodichè, ogni comune può prevedere delle riduzioni percentuali. La legge stabilisce che il costo delle aree, così determinato, non possa essere maggiore di quello richiesto dal comune per le aree cedute direttamente in diritto di proprietà al momento della trasformazione: stando così le cose, non si comprende perché il costo per la trasformazione sia così alto (il prezzo medio si aggira sui 163 euro/mq), dal momento che il valore delle aree cedute, indicate nelle convenzioni ed aggiornato ad oggi, è pari a circa 27 euro/mq. Probabilmente la valutazione delle aree edificabili è stata effettuata su singoli lotti, prendendo a riferimento la volumetria, la superficie residenziale e il numero di alloggi: ma questo, poiché l'indice di fabbricabilità per singolo lotto è molto alto, porta ad una valutazione di mercato eccessiva e determina un aumento dell'importo dell'indennità.

Riteniamo invece che il comune, sulla scorta di quanto affermato dal Consiglio di Stato, avrebbe dovuto distinguere le aree per comprensori e in base a questo stabilire un prezzo/mq di terreno edificabile, garantendo il tal modo il rispetto del principio di equità».

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