Il Tirreno

Porto, fusione fra la Holding e la Spa

Porto, fusione fra la Holding e la Spa

E intanto l’armatore Nieddu annuncia l’abbandono della linea Carrara-Olbia, affitta i due Delfini ed entra in Tirrenia

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CARRARA. Proprio nella giornata in cui l’armatore Battista Nieddu, su “La Nuova Sardegna” annuncia che abbandonerà la tratta Olbia-Carrara il prossimo 31 dicembre e cederà i due Delfino (Grigio e Bianco), l’assemblea congiunta di Porto di Carrara Holding e Porto Spa ha deliberato la fusione in un’unica compagine societaria. Come abbiamo anticipato ieri, si tratta di un’operazione di semplificazione: la Porto Spa, che è presieduta da Filippo Nardi, pur con un suo cda e collegio sindacale, era di proprietà al 100 per cento della capogruppo. Soci della holding sono decine di piccoli azionisti, comprese le agenzie marittime, mentre azionista di riferimento e presidente è saldamente Enrico Bogazzi; nella fusione, amministratore delegato rimane Paolo Dello Iacono, mentre Filippo Nardi, uomo-chiave della Porto Spa per decenni, ne è il vicepresidente, un ruolo importante, e mantiene le deleghe dirette per Transped e Area Spa. Area in particolare significa gestire tutti i rapporti con la galassia Nuovo Pignone, che nel futuro ma anche nel presente dello scalo cittadino ha un peso primario. Ma certo, come scrivevamo ieri, il rinnovamento è già iniziato, a gestire con l’Autorità portuale la partita della concessione delle banchine sarà il neo ad Paolo Dello Iacono, dello studio professionale del fiscalista Giulio Andreani. La fusione fra le due società - che sarà operativa il nuovo anno - rappresenta una semplificazione e un risparmio di qualche soldo, cosa che non guasta mai.

Ora la società di gestione del porto deve subito affrontare il problema aperto con l’addio annunciato sulla stampa sarda dell’armatore Battista Nieddu. Come scrive “La Nuova Sardegna”, le due navi Delfino della flotta “Armamento sardo” si fermano e vengono noleggiate ad altri armatori. L’imprenditore gallurese (ha 1.200 semirimorchi in giro per strade e banchine d’Italia), dopo 12 anni da armatore cambia strategia. Ma Nieddu non esce di scena: la novità è che entrerà nel pacchetto azionario della Tirrenia (una quota, secondo “La Nuova Sardegna”, sul 10 per cento, abbastanza per garantire l’imbarco dei suoi mezzi anche d’estate).

Quindi, i suoi camion e semirimorchi continueranno a viaggiar per mare, non sulle navi Delfino da e per Marina di Carrara ma sulle Tirrenia o Moby per Civitavecchia, Genova, Livorno e Piombino.

Due navi in meno per gli scali di Olbia e Carrara significano perdere volumi di traffico e posti di lavoro.

Ecco le parole di Nieddu: «Confermo la sospensione della linea Olbia-Carrara dalla fine dell’anno in corso e confermo anche il noleggio delle due navi di proprietà di Armamento sardo a far data da gennaio 2013 – spiega al telefono al cronista della Nuova Sardegna – una decisione che scaturisce da un presupposto fondamentale: sono cambiate radicalmente le condizioni che, dodici anni fa, mi hanno portato all’acquisto dei due traghetti. A quel tempo, infatti, per le imprese di autotrasporto c’era il grosso problema degli spazi e degli imbarchi: le navi erano piene e il servizio era carente. Oggi, invece, ci misuriamo con il problema opposto, quello che in gergo tecnico è chiamato eccesso di stiva. Vale a dire, spazi liberi e armatori disponibili a trattare migliori condizioni tariffarie». E aggiunge: «In termini di volumi e servizio, la linea Olbia-Carrara ha dato grosse soddisfazioni, soprattutto ultimamente, con le nostre navi che hanno viaggiato quasi sempre a pieno carico. Si tratta però di una linea unica, una mono-linea con un solo porto di partenza e un solo porto d’arrivo. Un sistema che oggi per la nostra struttura e i nostri numeri non è più sufficiente a dare un servizio ottimale da e per tutte le regioni. Abbiamo dunque bisogno di poter accedere a tutti i porti e a tutte le linee, anche perché rispetto a qualche anno fa la nostra mole di traffico è quasi raddoppiata, soprattutto per quanto riguarda la logistica e le spedizioni espresse. Basta pensare che solo nel 2012 l’azienda ha aperto tre nuove filiali e sta costruendo a Olbia un polo logistico vasto 18mila metri quadrati. Naturalmente la nostra decisione non è irrevocabile e, se le condizioni del servizio da parte degli altri armatori con cui lavoreremo non dovessero rivelarsi soddisfacenti, saremo pronti a rimettere subito le navi in linea».

Insomma, Nieddu - che anche nella scorsa primavera aveva avuto un duro scontro verbale a distanza con la Porto Spa - fra qualche tempo potrebbe anche tornare sui suoi passi.

Massimo Braglia

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