Il Tirreno

La Provincia: «No agli allarmismi sul Carrione»

La Provincia: «No agli allarmismi sul Carrione»

«L’erosione delle sponde, visto che il fiume non ha argini è stata a mare del ponte ferroviario: Rfi dovrà fare i lavori»

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CARRARA. La Provincia, con una nota, spiega di aver effettuato un sopralluogo, per fare chiarezza rispetto a quanto comparso nei giorni scorsi sulla stampa, in particolar modo per gli interventi sulle sponde dello stesso. Il tutto - si sottolinea - «per contribuire a non diffondere allarmismo».

«La Provincia di Massa-Carrara - si sottolinea nel documento - ha provveduto nei giorni scorsi ad effettuare un ulteriore sopralluogo con un proprio tecnico nella zona del torrente Carrione, sponda destra, interessata da un’azione erosiva nel corso dell’ultima piena. Occorre fare innanzitutto chiarezza sulla terminologia usata in quanto il Carrione non ha argini, così come si intendono tecnicamente, ma sponde. Quella realizzata lungo il torrente Carrione è una difesa spondale costituita da una scogliera, in parte “intasata”, come si dice in gergo, con il calcestruzzo ed in parte in terra. A fronte dell'eccezionalità dell’ultima piena, come fa rilevare la relazione tecnica, tutta la scogliera ha svolto egregiamente il suo compito: ha retto e non una goccia d'acqua ha oltrepassato la sponda destra (quella che nell'articolo è chiamata lato Sarzana)».

«I danni - si aggiunge - sono limitati e facilmente riparabili, tanto che è stato chiesto all'impresa che ha realizzato la scogliera un intervento di ripristino (nel pomeriggio di giovedì il tecnico ha svolto un’ulteriore verifica). C'è stata erosione della sponda, è vero, ma non riguarda il tratto interessato dai lavori bensì quello privo di difese immediatamente a mare del ponte ferroviario, di proprietà di Rfi, Rete Ferroviaria italiana. Questo tratto dovrà essere oggetto dei lavori insieme all'allargamento della sezione di deflusso del ponte ferroviario, il tutto a carico di Rfi spa. Allargare la sezione di deflusso significa ridurre la velocità della piena per cui, a differenza di quanto asserisce l'ingegner Rossi nell'articolo, questo tratto di torrente ne trarrà beneficio. Il muro sulla sommità della scogliera non ha funzione di contenimento delle piene ma costituisce un parapetto di sicurezza. La sommità della scogliera è stata progettata ad una quota tale da contenere una piena con portata avente tempo di ritorno duecentennale. I blocchi presenti nell’alveo, infine, non provengono dalla scogliera ma da zone a monte trasportati dall'impetuosità e forza della corrente», conclude il suo comunicato la Provincia.

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