Il Tirreno

La Camera ripercorre 150 anni della nostra storia

La Camera ripercorre 150 anni della nostra storia

Il futuro dell’ente? «Non è stato ancora deciso niente e non lo sarà a breve» Un libro contro «il cretinismo di chi è esterofilo ma ignorante delle nostre cose»

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CARRARA. «Il futuro della Camera di Commercio di Massa-Carrara? Non è stato ancora deciso nulla, e neppure lo sarà a breve». Queste le parole di Norberto Ricci, presidente dell'ente, in merito alla prospettiva della fusione-integrazione con La Spezia o Lucca. «Nel complesso processo di ristrutturazione dello Stato a fronte della crisi economica - ha spiegato Ricci - era stato previsto l'accorpamento della Camera di Commercio locale con altri istituti, ma, per il momento, non sono ancora emerse delle novità di rilievo». La caduta del governo Monti, ha gettato ancora più incertezza sulla questione. «Intanto abbiamo avviato un dialogo con i futuri possibili "partner". In ogni caso - ha aggiunto Ricci - crediamo opportuno operare per conservare al nostro istituto la sua specificità, una Camera dal retaggio storico davvero importante». A riconferma di queste ultime parole, proprio ieri è stato celebrato il centocinquantesimo anniversario della Camera di Commercio di Carrara, uno dei 28 istituti, sui 203 esistenti, fondati nel lontano 1862, un anno dopo l'unificazione nazionale. Per commemorare l'evento ed inciderlo nella memoria in forma duratura è stato pubblicato un libro, "150 anni della Camera di Commercio", curato dai dottori Riccardo Boggi, Daniele Canali e Gualtiero Magnani. In un lavoro di ricerca durato un anno, si sono serviti della documentazione conservata presso gli archivi dell'ente, della Fondazione e delle biblioteche carraresi.

Un ente impossibile da separare dal suo territorio provinciale, trattato anch'esso, nel testo, sotto il profilo socio-economico. Promotore dell'iniziativa l'ex-segretario generale della Camera, Alberto Ravecca, il quale ha voluto brevemente ricordare i suoi circa trent'anni di lavoro al servizio dell'istituto. «Dal 1981 ho servito l'ente, vedendo tanti presidenti alternarsi alla sua guida, da Carlo Caleo a Norberto Ricci, instaurando rapporti di amicizia, di stima, ma anche vivendo momenti di scontro per il bene della città. Come parte integrante della storia di questo istituto, ho proposto, ritrovando pieno sostegno, la pubblicazione di un'opera storica, consapevole di quanto la Camera di Commercio abbia giocato un ruolo importante nella città e nella provincia». Meno commemorative e più orientate al futuro prossimo le parole di saluto dell'ex-presidente Giuseppe Tramonti, «emozionato, dopo tanto tempo, di ritornare in questo luogo». «Dalla lettura di questo ottimo testo emerge evidente il rammarico di come il nostro territorio avrebbe potuto essere e non è stato - ha detto con amarezza - Una terra benedetta da Dio, ma condannata dagli uomini, in particolare dalla sua classe dirigente più recente, della quale ho fatto parte per un breve periodo di tempo, incapace di sfruttarne le potenzialità o di definire progetti a lungo raggio per la sua prosperità. Per questo sono convinto che, con indagini di questo tipo, sarà possibile riscoprire le radici e riprendere le idee per dare qualche segnale di speranza per il futuro». Idee pienamente condivise dagli autori del testo, per i quali, nelle parole appassionate di Daniele Canali, «investire in cultura, nella ricerca storica non è inutile, come superficialmente si potrebbe pensare». Molti i documenti e le foto inedite. Un modo per rivalutare anche le specificità del territorio, di fronte ad «un cretinismo generalizzato che ci vede sempre esterofili, ma ignoranti delle questioni locali».

Luca Menconi

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