Sicurezza
«Infermieri costretti a fare i turni in carcere»
CARRARA. «Infermieri del Sert e dell’Alcologia di Carrara costretti a svolgere attività di somministrazione farmacologica in carcere a detenuti con problemi di tossicodipendenza». È questa la...
CARRARA. «Infermieri del Sert e dell’Alcologia di Carrara costretti a svolgere attività di somministrazione farmacologica in carcere a detenuti con problemi di tossicodipendenza».
È questa la denuncia del comitato degli iscritti della segreteria Funzione Pubblica della Cgil. «Il dirigente infermieristico territoriale dell'Asl, in questi giorni sta praticamente obbligando gli infermieri del Sert e dell'Alcologia a recarsi presso il carcere di Massa, con l’ordine di svolgere l’ attività di somministrazione farmacologica (farmaci sostituitivi) verso la popolazione detenuta con problematiche di tossicodipendenza - si legge in una nota del Comitato degli iscritti della Cgil e la segreteria della Fp - L’Asl vuole utilizzare anche questo personale infermieristico, che già opera in condizioni precarie, sia dal punto di vista numerico che del disagio lavorativo. Il personale viene quindi “catapultato” in un contesto completamente nuovo, senza alcuna preparazione, condizioni di sicurezza né , cosa ancora più grave, senza conoscere minimamente alcun paziente con il quale si instaura un rapporto di mera e superficiale distribuzione farmacologia». «L'organizzazione e l'utilizzo del personale infermieristico dei due Sert (Massa e Carrara) e dell'Alcologia (Carrara) avverrà tramite turni settimanali, procurando un ulteriore carico di lavoro e aggravio delle condizioni lavorative (anche durante le giornate festive) se si considera il già bassissimo livello quantitativo delle risorse umane presenti al Sert e in particolare per l'Alcologia, che si troverebbe scoperta di un'unità in modo continuativo (gli infermieri sono solo in due) - continua la nota - Peraltro tale presenza di personale esterno viene vissuta dal personale interno come un’inutile e provocatoria ingerenza sulle proprie competenze, creando una situazione di potenziale conflitto. Si rende necessario che siano date risposte ai lavoratori che operano all'interno del carcere e che possano avere un riconoscimento per il disagio che quotidianamente sono costretti ad affrontare». «Il sindacato respingono i tentativi di intimidazione ai lavoratori e denunciano - si chiude la nota - questa ennesima situazione che sta creando solo disagio per gli utenti, disfunzioni organizzative, situazioni conflittuali tra il personale esterno ed interno al carcere, e rischia di compromettere seriamente il già precario equilibrio di un servizio territoriale, sottoposto come tutti gli altri servizi di questa natura, ad un lungo ed estenuante logoramento sul piano personale e di stress lavorativo».
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