La manifestazione
A Natale e Capodanno il cenone diventa low cost
Crisi economica e alluvione fanno più povere le feste. E i ristoratori si adeguano con prezzi contenuti e menù alla carta. E c’è chi punta sulla cucina vegana
MASSA. Questo è un Natale diverso per il nostro territorio. Diverso, perché le ferite dall'alluvione sono ancora aperte. Ma diverso anche perché poche volte, fra crisi, Imu ricerche disperate e vane di lavoro, le tasche dei massesi sono state così vuote. Questo i ristoratori lo sanno bene. Ed è così che, quest’anno, il Natale e il Capodanno nei ristoranti della zona diventano low cost.
Dalla montagna al mare, da Romagnano a Turano i prezzi per il pranzo di Natale non superano le 40 euro. Un po’ più cari i cenoni dell'ultimo dell'anno, ma sempre a prezzi economici. Ecco una carrellata di esempi.
Da Devil in via dell'Industria, i titolari hanno optato per un menù a 40 euro per il pranzo del 25 dicembre e uno a 50 euro per la sera del 31, durante la quale la serata sarà allietata dal karaoke. «A Natale – spiega Sonia Casali – faremo aperitivo della casa e poi partiremo con le varie portate: per antipasto un'insalata di mare caldo o la polenta con il lardo, come primo crèpes al salmone o tagliolini con ragù di cinghiale o di carne. A seguire stinco, sorbetto, filetto di branzino al cartoccio con verdure. Poi ovviamente panettone. L'ultimo dell'anno, invece serviremo anche piatti più ricercati come le lasagne di mare, crostini di polenta e funghi e tanto altro». A questi menù si aggiunge anche un menù per bimbi fino ai 12 anni a soli 10 euro.
Il Salice ad Altagnana segue la stessa politica: prezzi quasi come per un pranzo o una cena normali. 35 euro quello per il pranzo di Natale e 49 euro il cenone. Ma qui, oltre al prezzo, c'è un'altra novità, un'esclusiva, forse, in un territorio come il nostro: il menù vegano – che esclude carne, pesce e derivati da animali come uova e latticini – segno che il ristorante pensa anche a chi, per etica o per salute, ha adottato abitudini culinarie diverse. «Avevamo diversi clienti vegan – spiega la titolare Silvia Mordini – è così ci siamo messi alla prova, dimostrando a chi pensa che i vegan mangino solo foglie, che invece è una cucina veramente ricca. A Natale serviremo ad esempio: misto di salumi vegetali, involtino di seitan con insalata russa veg fatta in casa, crostino rustico con patè di olive taggiasche, tartine assortite, verdurine in pastella di mais. Come primi piatti invece: tordelli massesi veg, lasagnette ai funghi porcini. CoPer secondi: arrosto di seitan fatto in casa con patate al forno, straccetti con riduzione di aceto balsamico di Modena su lettino di ruchetta e trevigiano. E poi il dolce natalizio che è un panettone anche questo rigorosamente vegan».
L'Aquila, ristorante sulle colline di Bergiola, l’ha fatta ancora più semplice. Spiega la titolare Paola Moriconi: «A Natale facciamo decidere ai clienti quanto spendere e cosa mangiare perché abbiamo lasciato il menù alla carta. A Capodanno c'è un menù di terra, prevalentemente carne e fughi, a soli 35 euro con un antipasto, due primi e due secondi».
Il Gioiello. Anche a Romagnano – forse per la vicinanza ai luoghi disastrati dall'alluvione – i prezzi non sono mai stati così bassi. A dircelo è la titolare del noto “Il Gioiello”, Giovanna Lorieri: «Abbiamo già diverse prenotazioni probabilmente per la politica dei prezzi bassi, anche se noi siamo soliti riempirci sotto queste feste. Il menù del 25 dicembre è a 35 euro e include antipasto mare e terra, penne agli scampi, tordelli, gamberoni, vitello arrotsto, vino e dolce. A Capodanno abbiamo lasciato la scelta ai clienti offrendo due menù: uno a 60 euro solo carne e uno 75 mare e terra. Abbiamo anche la sala ballo».
Chichibio. Spostandoci in centro storico le cose non cambiano. “Chichibio”, lo storico ristorante in via Cairoli aperto sin dal 1861, il prezzo del menù di Natale è di 30 euro per piatti gustossissimi e ricercati preparati dalle mani della titolare Anita Oggioni, francese di origine e italiana d'adozione, che ben sa come stuzzicare i suoi clienti. Tra i i piatti il giorno di Natale: arrosto di maiale al miele di acacia e frutta secca e crostatini di fegato grasso al cognac. Prelibatezze tutte francesi portate quindi nel cuore del centro storico. «A Capodanno – commenta Anita – il prezzo è più alto, 100 euro, perché ancora più alta è la qualità. Ostriche e champagne, lasagnette di mare con cervia, gamberi e asparagi, serviti ad opera d'arte, e aragosta grigliata servita con salsa olandese e verdure al vapore, sono solo alcuni dei piatti del menù dell'ultimo dell'anno».
Alti Sapori. Qualità a buon prezzo anche sul litorale. Agli “Alti Sapori”, ristorate che si affaccia su piazza Betti a Marina, hanno deciso di lasciare il menù alla carta per il pranzo di Natale e menù fisso a 70 euro a Capodanno. «A Capodanno – commenta Olivia Russi – abbiamo un menù con cinque portate: tre antipasti tra cui gamberi di prosciutto con letto di patate e carpaccio di salmone affumicato. Poi due primi e come secondo la grigliata di gamberi». Per la sera di Santo Stefano, per chi avesse ancora spazio nella pancia, viene organizzato un apericena a 15 euro per la prima bevuta, e prezzo della carta la seconda.
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