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Un saggio di Francesca Nicoli

Un saggio di Francesca Nicoli

“Giù le mani dalla modernità” sarà presentato a Bologna

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CARRARA. Si terrà nell'ambito di ArteFiera 2013, il 25 gennaio 2013 alle 14 presso la Sala Melodia, l'anteprima del volume “Giù le mani dalla modernità” di Francesca Alix Nicoli. La presentazione, alla presenza dell'autrice, sarà a cura di Giacinto di Pietrantonio e Laura Cherubini ed è realizzata in collaborazione con ArteFiera e con il sostegno di Lia Rumma.

Il saggio, del tutto nuovo nel panorama degli studi e degli approfondimenti sull'arte moderna e contemporanea, unisce al percorso esplicativo dell'opera d'arte e del suo tempo un dialogo serrato con il pensiero filosofico. L'autrice conduce il lettore in un viaggio seducente e intenso nella modernità fra Avanguardia e Retroguardia, fra Nichilismo ed Esistenzialismo, in compagnia di artisti e filosofi per giungere alla soglia di un'attualità dove si aprono i pensieri e le riflessioni di Francesca Nicoli, «un'empirista scettica» che vuole assumere posizioni anche scomode, come difendere il lavoro che Fausto Melotti progettò per l'EUR sotto il governo fascista o opponendosi a coloro che hanno demonizzato Nietzsche ostacolando una lettura fra le più interessanti di fine Ottocento, oppure su coloro che al nome di Ernst Jünger esprimono ancora posizioni ferme al mondo quale si presentava cinquant'anni fa. Sotto l'egida dell'empirismo scettico, Francesca Nicoli combatte gli schemi del dogmatismo in sede filosofica così come nel campo della critica d'arte, contro tutte le ideologie e, al contempo, ha il coraggio di armarsi e promuovere come antidoto ai mali della nostra epoca valori forti come l'essere progressisti. In “Giù le mani dalla modernità” si incontrano Aristotele e Nietzsche, Heidegger e Sartre, Adorno e Deleuze, Camus e Jünger, chiamati in causa quale specchio e genesi di pensiero delle complesse ragioni dell'umano sentire che corrispondono anche al volto e all'essenza dell'opera d'arte. Filo conduttore del libro è la domanda circa la validità del quadro ideologico «post-moderno» indagato alla luce delle poetiche di alcuni fra gli artisti di spicco nel panorama internazionale dell'arte contemporanea quali Jan Fabre, Ilya ed Emilia Kabakov, Louise Bourgeois, Cai Guo Qiang, Aidan Salakhova, Antony Gormley, Antoine Poncet e Vanessa Beecroft. In questo saggio dove si confrontano arte e filosofia i rapporti fra le due discipline nascono, si sviluppano e restano imprecisi. L'ambizione non è stabilire una supremazia dell'una sull'altra, o relegare una o l'altra al ruolo di maestra o ancella. L'aspetto importante del volume della Nicoli riguarda la rivendicazione, oggi più che mai necessaria, del diritto inalienabile e sacrosanto all'esercizio della critica. Tanto l'arte quanto la filosofia sono settori di studio avanzato, ma l'arte ha una sua peculiare visibilità pubblica, si mette in mostra, confluisce nelle opere, si compra e si vende, è visitata, ammirata e criticata, anche offesa e dileggiata.

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