Attenzione
Sindaci uniti contro Fiasella: dimettiti
Partecipato il consiglio allargato per discutere la gestione del post alluvione in Val di Magra
SARZANA. E’ stato un consiglio allargato dove tutti hanno chiesto qualcosa (ognuno con un proprio documento), gli scontri (conditi da critiche feroci) non sono mancati e alla fine l’assise è stata aggiornata. Sono state evidenziate in maniera netta le asimmetrie tra il comportamento della Regione Liguria (criticato) e quello della Regione Toscana (apprezzato per tempistica e non solo). Sono state chieste le dimissioni di Marino Fiasella ex presidente della Provincia ed attuale commissario straordinario, sono merse nette le distanze tra i gruppi ambientalisti e i comitati post alluvione e sono piovute come grandine tante altre critiche sulla gestione del post alluvione.
Insomma al cinema Moderno, ieri pomeriggio è andata in onda più una sorta di caldissima assemblea pubblica alla presenza dei sindaci della Val di Magra (c’erano tutti Umberto Galazzo di Ameglia), Juri Mazzanti di Santo Stefano, Fiorenzo Abruzzo di Vezzano, Marzio Favini di Castelnuovo Magra, Livio Giorgi di Arcola, Francesco Pietrini di Ortonovo e l’assessore Rudy Casanova per Lerici) che un vero e proprio consiglio comunale allargato.
Pietrini, sindaco di uno dei Comuni maggiormente colpiti ha evidenziato nei fatti la distnza tra le due regioni (e il suo comune è proprio sul confine). «C’è un canale, il canale del Bocco al confine con Carrara dove nella parte toscana gli argini sono molto più alti rispetto ai nostri. E’ normale che se il Parmignola si gonfia esondi dalla nostra parte».
Il sindaco di Ameglia non è stato da meno ricordando quante richieste sono andate deluse dopo l’alluvione dell’ottobre 2011».
Diversi gli interventi succedutisi, per la maggior parte tutti critici nei confronti della situazione della sicurezza del territorio e sulla necessità di pulire il fiume. I sindaci hanno presentato poi un documento congiunto dove chiedono «un tavolo istituzionale che affianchi l’autorità di Bacino per individuare gli interventi atti alla mitigazione del rischio, l’aggiornamento del piano di bacino individuando le aree sottoposte a salvaguardia, chiedendo a Burlando e Fiasella di attivarsi subito per un piano di dragaggio e avviare tutti gli interventi già finanziati ma non ancora attuati.(f.r.)
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