Attenzione
«Film non autorizzato, deve essere ritirato»
I legali della famiglia di Maurizio Cioni si oppongono all’uscita del lungometraggio L’innocenza di Clara
AULLA. Al contrattacco gli avvocati della famiglia Cioni per interrompere la programmazione del film «L’innocenza di Clara» entrato nel circuito cinematografico lo scorso 13 dicembre.
Gli avvocati Giuliana Feliciani e Valentina Antonini hanno rivolto una diffida alla casa produttrice del lungometraggio del regista Toni D’Angelo, «i cui contenuti - si legge tra l’altro - sono in contrasto con la verità processuale, percepita attraverso il titolo del film».
In sintesi, le due legali sostengono che il film non ha avuto consenso di diffusione da parte della famiglia di Maurizio Cioni, l’uomo che nel novembre 2007 venne ucciso con una fucilata mentre era a caccia nei boschi di Pallerone. Un fatto di sangue che provocò, una settimana dopo, il suicidio dell’amico di Cioni e, subito dopo, l’arresto della moglie, Clara Maneschi, poi condannata a 15 anni di carcere.
«Ci sono troppe attinenze a un fatto di cronaca - dicono le due legali in questione - che peraltro in film non rispetta, proprio a cominciare dal titolo. La scelta dei nomi dei protagonisti, appunto Maurizio e Clara e alcune ambientazioni, riportano inequivocabilmente al dramma avissuto dalla famiglia di Maurizio Cioni».
Le due legali, attualmente rappresentano le figlie di Maurizio Cioni, Jessica e Pamela, e Valeria Vivaldi, moglie del defunto Moreno Cioni, fratello di Maurizio, deceduto, come la madre, Clara D’Imporzano, negli anni successivi al gravissimo fatto di sangue che è approdato sugli schermi delle tv nazionali, prima come cronaca dei fatti e successivamente come fiction.
Il film «L’innocenza di Clara» ha come protagonista femminile l’attrice Chiara Conti e in parte è ambientato alle cave di marmo di Carrara.(f.p.)
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