Il dolore
«Abbiamo scelto l’alternativa migliore»
L’analisi dell’amministratore delegato di Invitalia sul passaggio di Nca a Tyg: il cantiere ha un futuro assicurato
CARRARA. Il cantiere navale di Marina può continuare la sua storia. Non sarà chiuso. La difficile vertenza che ha visto a più ripèrese i lavoratori scendere in sciopero e perfino tenere in ostaggio navi in bacino, è arrivato alla svolta cruciale. Un accordo siglato al ministero dello sviluppo economico, fra tutte le parti - Invitalia, sindacati, enti locali, soggetto acquirente - lo salva dalla messa in liquidazione a fine anno. I lavoratori in assemblea questo accordo lo hanno accettato anche se apre uno scenario di ulteriore cassa integrazione, e di riavvio articolato al lavoro.
Dopo gli ultimi dettagli burocratici il passaggio di proprietà sarà completato.
Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, si dichiara soddisfatto. E definisce “largamente sufficiente” l’esito dell’accordo sottoscritto il 17 dicembre scorso per la cessione di Nca a Tyg controllata da Moda Designe srl delle quali Giovanni Costantino è rispettivamente presidente e procuratore speciale.
Dottor Arcuri, molti davano per spacciato il cantiere navale, e accusavano Invitalia di prendere tempo per arrivare alla messa in liquidazione. L’esito, cioè il salvataggio, racconta un’altra storia? Quali sono state le strategie di Invitalia in questa lunga vertenza?
«Prendo atto con soddisfazione che il cantiere non solo non è stato liquidato ma viene ceduto a una azienda italiana che produce imbarcazioni; e quindi malgrado la situazione generale di crisi che attraversa il mondo e il nostro Paese, direi che ha un futuro assicurato, a dispetto di suggestioni, supposizioni e cattiverie di chi per varie ragioni non credeva a una soluzione positiva della vicenda. Ma non basta; la nostra soddisfazione è anzitutto legata alla salvaguardia della totalità degli occupati del cantiere, nessuno dei quali viene messo alla porta. E’ per noi la motivazione fondamentale che in questi anni ci ha spinto a cercar una soluzione compatibile anche a scapito dei nostri interessi. La vicenda, per una volta si chiede nel migliore dei modi, il cantiere resta vivo, continua a fare il suo mestiere e con tutti gli attuali occupati, come si auspicava sin dall’inizio».
Invitalia entrerà con una quota minoritaria se sarà concesso l’accesso ai benefici della legge 181. Ma per quanto tempo?
«La cessione del 100% dei Nuovi Cantieri Apuania spa a Tecnomar Admiral è una cosa; Invitalia ha dato disponibilità a far sì che ove sussistano i requisiti e i presupposti (e cioè se il gruppo acquirente lo chiederà e ci sarà un ulteriore progetto industriale, come da legge, potrà fare domanda per le agevolazioni della legge 181), ci sia un partecipazione azionaria, ma questa è una nostra disponibilità che non ha alcuna incidenza con la cessione.In presenza delle agevolazioni di cui parlavo, (se il gruppo le chiede, se il governo le concede, se noi approveremo il progetto) è previsto che Invitalia acquisisca per un certo tempo una quota di minoranza. Chi intende utilizzare la legge 181, può avere infatti tre tipi di agevolazioni: contributo in conto capitale, mutuo agevolato, acquisto di una quota piccola del 5-15% del capitale. L’impresa che cede la sua quota sottoscrive un patto per riacquistarla dopo un certo tempo, fra i 3 e 5 anni. La legge aiuta a finalizzare l’investimento, per cui per qualche anno accompagnamo tale investimento, poi ce ne andiamo, magari quadagnandoci. In definitiva, noi cediamo ora il 100% e se poi Tyg chiede i benefici della legge 181, noi rientriamo».
C’è la possibilità per Invitalia di avere due rappresentanti dentro la nuova proprietà. Cosa comporta?
«Abbiamo chiesto e ottenuto che chi acquisisce il cantiere non modificherà la proprietà della società per i prossimi 5 anni. Non modificherà la vocazione produttiva del cantiere per 5 anni. Cioè da qui al 2018 il cantiere continuerà a fare navi con la stessa proprietà, e per avere un controllo in presa diretta abbiamo chiesto e ottenuto di nominare un nostro consigliere nel cda e un membro nel collegio sindacale».
Entro aprile 2013, secondo l’accordo siglato, avverrà la verifica ministeriale sull’andamento dell’accordo stesso. Ma in cantiere c’è ancora una nave, quella delle Rfi, da far salpare. L’accordo salva i 146 lavoratori, ma la dirigenza attuale che prospettive ha?
«Ne stiamo discutendo con la nuova proprietà, se qualcuno dei dirigenti rimarrà. Ma di certo l’ingegner Luigi Mor, che apprezziamo, tornerà a Invitalia. E valuteremo se utilizzarlo in altre strutture. A fine anno finisce il mandato al cantiere, ma si è concordato che per il tempo necessario a spedire la nave Messina, un gruppo di persone coordinato da Mor continuerà a occuparsene».
L’accordo tende e garantire l’occupazione, ma al di là del fatto che il piano industriale presentato da Tecnomar Admiral è stato giudicato affidabile, tanto che c’è stato l’ok al passaggio di proprietà, Nca deve comunque fare i conti con il mercato nazionale e mondiale della cantieristica dove anche Fincantieri ha avuto i suoi problemi. Oggi Nca diventa un cantiere privato, come si colloca questo salvataggio nella realtà cantieristica attuale?
«Non esiste nessuna trattativa nella quale un’azienda viene venduta, che sia una trattativa ottimale. E ovviamente quando un’azienda è in condizione ottimale non viene venduta. Nel novero delle alternative possibili, nell’attuale contesto economico e industriale, noi crediamo di avere scelto l’alternativa migliore. Il mercato della cantieristica è stato in una crisi profonda, ma mi pare che ci siano primi segnali di una ripresa. Il gruppo Admiral ha dimostrato di avere ordini per navi, sufficienti a tenere in vita il cantiere, che ovviamente necessita di ristrutturazioni».
L’accordo chiude una vicenda lunga, una vertenza anche dolorosa. I lavoratori, i sindacati, la Rsu, hanno tirato un sospiro di sollievo perché è stata evitata la chiusura, ma non sono inclini a trionfalismi, e mantengono alta la guardia sull’occupazione. Cosa può dire loro?
«Restando nei limiti di quanto ho già detto, penso che abbiamo fatto tutti un lavoro meritevole, e, oltre che ringraziare il governo che ha sostenuto a affiancato Invitalia, ringrazio anche la Regione, i sindaci di Carrara e di Massa, che altrettando ci hanno affiancato e sostenuto in questa operazione che è stata molto importante».
Un voto da uno a dieci a questo accordo?
«Nel tempo e nello spazio, siccome siamo a dicembre del 2012 e ci occupiano della cessione di un cantiere di medie dimensioni, io do un voto largamente sufficiente».
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