Il Tirreno

Permessi-truffa diciannove indagati e 143 parti offese

Permessi-truffa diciannove indagati e 143 parti offese

Stamani in tribunale la maxi-udienza preliminare Gli immigrati versavano soldi ma restavano irregolari

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CARRARA. Ci sarà gran traffico, stamani, dalle parti del tribunale a Massa: è infatti in programma, come già annunciato nelle scorse settimane, l’udienza preliminare per la maxi-inchiesta sui “permessi-truffa” agli extracomunitari. Un procedimento dai grandi numeri. Gli imputati sono diciannove, ben 143 le parti offese, ovvero tutti quegli stranieri (la stragrande maggioranza marocchini) che pensavano di avere trovato il modo di ottenere la regolarizzazione della loro posizione, e invece sono incappati - questo almeno secondo l’accusa - in un gruppo di persone che si facevano consegnare dei soldi e poi non portavano a termine le pratiche, e in alcuni casi neppure le iniziavano. A fianco dei titolari dell’agenzia che doveva provvedere a regolarizzazione gli stranieri, cioè i carraresi Enrico Borghini e Tiziana Ricci, vi sono fra gli imputati anche altri diciassette intermediari, tutti apuani - a parte un marocchino che avrebbe avuto il ruolo di intermediario - che di volta in volta, sarebbero figurati (il tutto in cambio di denaro, secondo l'accusa) quali presunti datori di lavoro che avevano bisogno di colf e badanti soprattutto. Tanto sarebbe bastato, secondo quanto facevano credere, a poter ottenere l’agognato status di immigrato regolare. E invece,sparivano i soldi, e restavano irregolari. Per tutti gli indagati le contestazioni sono di truffa e violazione della legge sull'immigrazione. Le parti offese, i circa 140 extracomunitari avevano versato dai 1.500 ai 5mila euro, e quindi attraverso l'agenzia di Avenza erano transitati circa 200mila euro. A segnalare le prime anomalie era stata la prefettura, poi le indagini della polizia e della magistratura, fino a che nel settembre 2009 non fu bloccata l’operatività dell’agenzia. Per quanto riguarda la violazione dell'articolo del decreto legislativo 286-98 (che disciplina l'immigrazione), gli indagati rischiano la reclusione fino a quattro anni e la multa fino a lire trenta milioni".

Questi i 19 imputati per i quali il pm Rossella Soffio ha chiesto il rinvio a giudizio. Enrico Borghini, 46 anni di Avenza, difeso dall'avvocato Guido Bernieri; Tiziana Ricci, 35 anni di Avenza, anch'essa difesa dall'avvocato Guido Bernieri; Nando Dell'Amico, 61 anni di Carrara, difeso dall'avvocato Giuseppe Del Papa; Massimo Bernardini, 55 anni di Carrara ma residente a Brivio (Lecco), difeso dall'avvocato Rachele Vatteroni; Paolo Nista, 58 anni di Carrara, residente a Dizzasco (Como), difeso dall'avvocato Brunella Neri; Mario Dazzi, 58 anni di Carrara, difeso dall'avvocato Monica Gualdi; Dina Cecchinelli, 57 anni di Carrara, difesa dall'avvocato Franca Attinà; Roberto Bernardini, 70 anni di Carrara, difeso dall'avvocato Rachele Vatteroni; Roberto Bordigoni, 55 anni di Carrara ma residente a Massa, difeso dall'avvocato Alessandro Maneschi; Giovanni Bellino, di Pontecagnano Faiano (Salerno), 60 anni, residente a Novara, difeso dall'avvocato Andrea Nicolini; Maria Ricci, 69 anni di Carrara, difesa dall'avvocato Ferdinando D'aniello; Francesco Tardivo, di Portovenere, 52 anni, difeso dall'avvocato Debora Matelli; Alessio Bernardini, 60 anni di Carrara, difeso dall'avvocato Alessandro Maneschi; Noris Agnesini, 58 anni di Carrara, difesa dall'avvocato Daniela Patriarchi; Giuliano Filattiera, 57 anni di Sarzana ma residente a Carrara, difeso dall'avvocato Cristina Lattanzi; Adriana Silvestri, di Spezia, 55 anni, residente a Carrara difesa dall'avvocato Serena Crudeli; Silvia Bernieri, 37 anni, di Carrara, difesa dall'avvocato Cristina Lattanzi; Enrico Biggi, di Lucca, 63 anni, residente a Carrara, difeso dall'avvocato Raffaele Giumetti; El Mouloudi El Maazouzi, nato in Marocco, 38 anni, residente a Ceriale (Savona), difeso dall'avvocato Andrea Lazzari.

(m.b.)

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