Il Tirreno

Linee politiche, voto senza la minoranza

Linee politiche, voto senza la minoranza

L’opposizione compatta ha abbandonato l’aula: documento arrivato tardi. Ragoni: potevano chiederci un rinvio

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CARRARA. L’opposizione compatta, l’altra sera, ha abbandonato l’aula del consiglio comunale dove all’ordine del giorno c’erano le linee programmatiche dell’amministrazione Zubbani. La contestazione è sui tempi di ricevimento del documento, come ha dichiarato il gruppo del Movimento 5 Stelle a nome di tutta l’opposizione: «Secondo l’art. 22 dello Stuto del Comune il sindaco deve presentare il documento al consiglio entro 120 giorni dall’insediamento per cui, doveva essere consegnato entro la fine di settembre. Il senso di questo intervento non è certo quello di polemizzare con il ritardo, ma è necessario sottolineare che tale ritardo non può essere imputato ai tragici eventi alluvionali di novembre».

«Era stato concordato che le Linee fossero messe a disposizioni dei consiglieri con congruo anticipo, in modo da permettere a ciascuno di preparare con la necessaria attenzione il proprio parere». Quindi l’annuncio in consiglio: «L’opposizione questa sera abbandona il Consiglio Comunale lasciando la maggioranza a discutere con se stessa». E così è stato. Le Linee programmatiche sono state votate e approvate dalla sola maggioranza, dopo interventi dei gruppi presenti.

Si registra anche un intervento dei consiglieri del Pdl, Lanmarco Laquidara ed Elena Musetti:

«La vicenda delle linee programmatiche potrebbe far chiedere a chi ne viene a conoscenza se i signori della maggioranza “ sono … o ci fanno”. E il contrasto tra affermazioni di principio e realtà è tanto più stridente se si considera che nel 2007 l’opposizione non solo ebbe in mano per tempo le linee programmatiche per poterle esaminare in modo approfondito, ma fu messa in condizione di partecipare alla loro stesura proponendo diverse integrazioni, alcune delle quali furono addirittura accettate e sottoscritte. Questa volta non è stato così. Non solo l’opposizione non è stata coinvolta nell’elaborazione di un documento che si vorrebbe “partecipato” e “condiviso”, ma è stata addirittura ignorata nelle sacrosante richieste, più volte ripetute in ogni sede, di poter prender visione per tempo del documento blindato e indiscutibile imposto dalla maggioranza», e aggiungono: «Non c’è stato il tempo materiale per poterlo esaminare e comprendere compiutamente». Inoltre una critica sul contenuto e in particolare su un passaggio delle Linee: “In questi anni abbiamo raggiunto gli obbiettivi che ci eravamo prefissi”.

Su quanto accaduto politicamente, il presidente del consiglio, Luca Ragoni, commenta: «Ho saputo al’ultimo momento delle intenzioni della minoranza di lasciare il consiglio. E’ vero che le linee programmatiche avrebbero dovuto essere presentate a settembre. Ma c’era la questione del piano strutturale per il quale si attendeva il parere della commissione paritetica, poi c’è stata l’alluvione. I ritardi ci sono stati, ma mi dispiace che la minoranza anche tramite il vice presidente del consiglio Laquidara, non abbia chiesto, al sindaco o all’uffico di presidenza, un rinvio per l’analisi, la discussione e il voto. Non so cosa avrebbe deciso la maggioranza, ma la richiesta poteva essere fatta». Ragoni commenta anche le lamentele della minoranza che si ritiene poco rispettata: «Di interrogazioni inevase ce ne sono solo un paio, le commissioni possono accavallarsi sporadicamente. Se ci sono lamentele sono semopre a disposizione per ascoltarle».

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