Il Tirreno

Dopo il fango e la paura in casa entra la solidarietà

Dal centro di solidarietà alla Imm distribuiti mille pacchi di cibo, vestiti e arredi L’assessore Andreazzoli: la gente ha donato senza risparmio, grazie a tutti

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CARRARA. Mille pacchi di alimenti, 60 materassi ecuscini, montagne di vestiti, arredi per la casa. Tutto distribuito: si è ufficialmente chiuso il centro della solidarietà istituito dal Comune alla Imm, con l’ausilio di personale comunale (in modo massiccio il settore sociale) e delle associazioni di volontariato. Dal 5 dicembre nel padiglione allestito per le necessità del dopo alluvione, sono arrivati quintali di generi necessari ad aiutare le famiglie alluvionate, molte delle quali hanno perso tutto o quasi sotto metri di acqua e fango. Stop all’afflusso di gente, ma quel poco di materiale che è rimasto ieri, verrà confezionato in pacchi e consegnato a domicilio fino a esaurimento. E’ stato un tour de force per tutto il personale impegnato mattina e pomeriggio, ma l’esperienza è stata anche gratificante. Dopo l’acqua e la paura, un’ondata di solidarietà e di calore è entrata nelle case alluvionate: con generi alimentari, materassi, cuscini, vestiario. La grande distribuzione alimentare ha donato a piene mani, come tanti privati cittadini che hanno portato aiuti materiali al centro allestito alla Imm.

La gente che ha potuto avere gli aiuti, è stata veramente tanta, ed ha ringraziato per questi doni tutti coloro che si sono prodigati per mettere a disposizione quanto potevano. Il cuore di Carrara non si è smentito. La sinergia fra ente locale, mondo produttivo, popolazione e parrocchie, ha funzionato. Ha consentito alle famiglie alluvionate di avere almeno una prima risposta, rispetto ai danni subiti. Poi, altro capitolo, sarà quello della possibilità di ottenere un risarcimento danni: e qui si aprono incognite, e non solo sulle risorse economiche. Perché ovviamente dovranno scattare gli accertamenti tecnici sui danni dichiarati dai cittadini tramite i moduli per il censimento (quelli della prima alluvione di novembre i cui termini per la riconsegna sono scaduti il 18, e quelli per la seconda alluvione che scadono il 31 dicembre). Il fatto che in 15 giorni ci siano state su Carrara due bombe d’acqua non faciliterà il compito dei tecnici verificatori.

L’assessore al sociale Giuseppina Andreazzoli commenta: «E’ stato fatto un grande lavoro da parte di chi ha donato e di chi ha distribuito. Ringrazio veramente tutti, hanno dato dimostrazione di esser presenti in maniera forte. La gente ha donato senza risparmio. Ma con la chiusura del centro di solidarietà alla Imm, le iniziative non finiranno. Si continua a lavorare, a incrociare la domanda e l’offerta. Anche ieri alcuni cittadini mi hanno fermato per strada, dicendo che potevano mettere a disposizione letti, lavatrici e altro. L’alluvione ci ha insegnato a fronteggiare emergenze che stanno diventando quotidiane».

Cinzia Carpita

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