Sicurezza
Beni per 1,9 milioni di euro sequestrati a Giannetti
“Sigilli” della procura della Corte dei Conti a case, auto (e anche al canile) dell’ex direttore amministrativo: «Sono frutto del peculato ai danni dell’azienda»
MASSA. Case, auto, il canile “di lusso” a Pognana: tutto sotto sequestro. La procura regionale della Corte dei Conti entra nello scandalo Asl e ordina di mettere i sigilli ai beni immobili e mobili di Ermanno Giannetti, l’ex direttore amministrativo dell’Azienda sanitaria di Massa e Cararra per un ammontare di 1,9 milioni di euro.
Sulla base delle risultanze dell’indagine penale, che ha riguardato il dissesto nei bilanci dell Asl, e, in particolare di quel filone dell’inchiesta che si occupa dei numerosi episodi di appropriazione di denaro pubblico, da parte di Giannetti – reati di cui l’ex dirigente si è sostanzialmente riconosciuto responsabile nel processo con rito abbreviato che ha portato a una condanna di 5 anni e sei mesi a suo carico – la Corte dei Conti si è messa in moto. Ha delegato alle Fiamme Gialle apuane (la Finanza già conduce le indagini di rilievo penale per conto della procura della Repubblica) il compito di accertare il danno erariale che il comportamento di Giannetti avrebbe provocato. E ora presenta il conto.
Già in ottobre scorso, la Guardia di Finanza aveva trasmesso una dettagliata relazione e copiosa documentazione alla procura “contabile” sulla cui base aveva emesso un atto di citazione nei confronti di Giannetti, chiamato a rispondere per il danno causato all'Asl 1, di circa 1,9 milioni di euro. Tale somma include l’ammontare del denaro sottratto alle casse della sanità, pari a circa 1,7 milioni di euro, ed il danno causato all’immagine dell’amministrazione sanitaria, quantificato in 200mila euro. Poi la seconda fase, quella di oggi: valutati tutti i presupposti giuridici del caso, la Corte dei Conti ha emesso un provvedimento di sequestro conservativo sui beni dell’ex amministratore, in misura pari al danno erariale (cioè i quasi 2 milioni.
In che modo Giannetti riuscisse a “spillare” soldi dalla contabilità dell’azienda è ormai chiaro. I ripetuti episodi di peculato si sono realizzati, così ha ricostruito la Finanza, attraverso falsi mandati di pagamento che venivano iscritti nel capitolo della “gestione liquidatoria” della ex Asl 2 di Massa e Carrara (la cosiddetta”gestione stralcio” dei conti relativi all’unificazione delle Asl di Lunigiana e di costa), di cui Giannetti era stato ufficialmente nominato responsabile.La tecnica consisteva nel creare fittizi mandati di pagamento, con i quali era possibile ottenere, da parte del tesoriere, l’emissione di assegni circolari, in favore di persone compiacenti (che "monetizzavano" i titoli, cioè incassavano gli assegni e restituivano il denaro all'ex direttore amministrativo). In altri casi, più semplicemente, Giannetti pagava negozi, fornitori, aziende con assegni dell’Asl, per l'acquisto di beni di uso personale (automobili, attrezzature, orologi ecc. o anche per pagarsi interventi dal dentista).Gli assegni circolari rinvenuti sono oltre 300.
Altri episodi di peculato (e anche di falso in atto pubblico), risalgono a tempi più recenti (anni 2008 - 2010) e hanno riguardato falsi mandati, a carico dell'azienda, predisposti per pagare fatture per operazioni (interamente o parzialmente) inesistenti, emesse da compiacenti società, per l'importo complessivo di oltre 220.000 euro, con restituzione di denaro contante, anche in questi casi a beneficio di Giannetti. Il provvedimento cautelare della procura della Corte dei Conti ha colpito tutti i beni di Giannetti, parte dei quali, come il canile di Pognana o l’abitazione dei genitori a Fivizzano, erano già stati oggetto di sequestro nel procedimento penale.
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