Il Tirreno

Truffa da 1,7 milioni sui fondi europei: quattro a processo

Nel mirino documentazione ritenuta falsa dalla Procura Sotto accusa anche due rogatorie, in Svizzera e in Francia

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CARRARA. Avevano presentato domanda, per ottenere finanziamenti europei, a Fiditoscana, presentando quella che, secondo l’accusa, era una documentazione falsa, Come lo erano - sempre secondo la Procura che ha rinviato a giudizio i protagonisti di questa vicenda, anche le operazione su conti esteri. In particolare due rogatorie una in Svizzera e una in Francia.

Quei soldi, si parla di oltre 1 milione 700mila euro, sarebbero dovuti servire per progetti di ristrutturazione che avrebbero dovuto eseguire le aziende Habitat Casa (immobiliare che aveva una sede anche in viale XX Settembre a Carrara) e la Astra Business. Ma, ed è quello contestato dal pubblico ministero Rossella Soffio, anche la documentazione relativa a tali progetti sarebbe risultata falsa.

La vicenda, venuta a galla da un’indagine svolta dalle Fiamme Gialle proprio sui finanziamenti europei, è finita in tribunale con quattro persone sotto accusa per truffa. Sul banco degli imputati Domenico D’Alessandri, il francese Giuseppe Da Col e la convivente (all’epoca dei fatti) Bariller, e Cristina Berti (coinvolta in maniera più marginale per avere ricoperto il ruolo di legale rappresentante nel maggio del 2008 della Astra Business).

Nell’udienza di ieri, davanti al giudice Cosimo Maria Ferri, sono sfilati alcuni testimoni chiave della Finanza e una delle istruttrici di Fiditoscana.

Sono stati ricostruiti, in maniera precisa e molto tecnica, per addetti ai lavori, alcuni dei passaggi finiti sott’accusa. In particolare le operazioni sui conti esteri, le rogatorie e la documentazione presentata per ottenere i finanziamenti europei.

Proprio l’istruttrice di Fiditoscana ha ricordato davanti al giudice e al di aver istruito la documentazione per il primo step relativo al finanziamento di oltre 1 milione e 700mila euro richiesto dalle società finite sotto accusa e, in particolare, la pratica della Astra Business.

«La garanzia - ha dichiarato la rappresentante della Fiditoscana - venne fornita sui valori personali. Ricordo che per il via libera era necessario un altro finanziamento, alla società, di 250mila euro per il quale, nel giro di poco tempo, arrivò l’ok della banca. L’operazione sembrava fosse a posto. Poi io non mi occupai ulteriormente della pratica».

Dall’esponente delle Fiamme Gialle sono stati ricordati, invece, i vari passaggi, in particolare quelli sui conti esteri. «Ad un certo punto abbiamo trovato anche un contatto con un operatore cinese»: è stato riferito al giudice durante la lunga e articolata testimonianza.

Il processo è stato aggiornato per ascoltare i testi della difesa e anche per l’esame degli imputati, al prossimo 15 gennaio.

Intanto una delle società coinvolte nella truffa sui fondi europei, oggi a Massa, avrà l’udienza per il fallimento. Con lo stesso procuratore del processo a Carrara, la dottoressa Rossella Soffio.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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