Gioco
Tassa di soggiorno: un flop Mancano 200mila euro
Secondo le previsioni il “balzello” doveva fruttare almeno 600mila euro, ne sono arrivati 400mila Un sintomo del calo di presenze turistiche
MASSA. . I soggiorni dei turisti nel comune di Massa fruttano 400mila euro, 200mila in meno rispetto a quanto il Municipio sperava di incassare. È questo il bilancio del primo anno di applicazione della nuova imposta sul soggiorno, rimasta in vigore dal 9 giugno al 30 settembre scorsi e richiesta ai non residenti che hanno passato la notte in albergo, in campeggio, in strutture turistiche o case prese in affitto.
Un “balzello” per così dire democratico: a parte le persone che soggiornavano sul territorio comunale per assistere malati ricoverati in ospedale, l'imposta si è applicata a tutti, bambini e portatori di handicap compresi.
Alla vigilia del debutto dell’imposta il Comune contava di racimolare almeno 600mila euro. Una cifra già più che dimezzata rispetto alle proiezioni del febbraio 2011. Il dibattito sulla tassa era appena nato e si provò a stimare il gettito sulla base dei flussi turistici nel comune di Massa e le tariffe dell’imposta di soggiorno in vigore nel comune di Roma, presa a mo’ di parametro base. La cifra che ne venne fuori fu piuttosto appetibile: 1,6 milioni di euro, sui quali coltivare concrete speranze di risollevare i bilanci comunali.
Massa, però, non è Roma, dunque le tariffe effettivamente applicate sono state più contenute. Il listino prezzi ha previsto quote diverse a seconda del tipo di struttura e della categoria. Per il soggiorno in alberghi a quattro o più stelle o più si è applicata una tassa di due euro al giorno; per i tre stelle, 85 centesimi; per gli alberghi a due stelle,75 centesimi; per quelli a una stella, 60 centesimi. Tassati anche i pernottamenti nelle residenze turistico alberghiere (1,50 euro), negli affittacamere (75 centesimi), nelle case per ferie (75 centesimi) e nei campeggi (40 centesimi). Non sono stati esclusi gli ostelli della gioventù, gli alloggi privati e altre attività assimilate (75 centesimi).
Sul mezzo flop della tassa ha influito anche il flusso turistico che, a giudicare dai risultati, è stato inferiore a quello previsto. Dati ufficiali sul numero delle presenze dell'estate 2011 non sono stati divulgati. Si hanno solo dati indiretti, come quello derivato dalla produzione di spazzatura, indice che non mente sulle presenze sul territorio. Solo nei campeggi, a giugno Asmiu ha raccolto 133mila chili di rifiuti; nel 2011 erano stati 138mila e l’anno prima 136mila. A luglio la raccolta è stata di 217mila chili (contro i 221mila del luglio scorso e i 241mila del 2010). Ad agosto ( fino al 26), 263mila chili; nell’agosto 2011 erano stati 305mila; nel 2010, 358mila.
Numeri a parte, c’è da capire cosa il Comune intende fare con questi 400mila euro. Il gettito dell’imposta, dice il Regolamento comunale, è destinato a finanziare gli interventi «per il turismo, la manutenzione, la fruizione e il recupero dei beni culturali e ambientali, nonché i relativi servizi pubblici locali, anche in relazione alle maggiori spese connesse ai flussi turistici». Non solo aiuole fiorite per abbellire il paesaggio, insomma, ma anche interventi finanziari ordinari non strettamente vincolati ad aiutare il turismo.
Ed è su questo nodo che si gioca ora la partita di una tassa mai digerita fino in fondo dagli operatori. Ventiquattro titolari di campeggi, ad agosto, hanno anche fatto ricorso al Tar per chiedere l’annullamento della delibera che ha istituito l’imposta sul turismo.
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