Il Tirreno

Per il posto di lavoro va al “concorsone” col figlio di 18 giorni

Per il posto di lavoro va al “concorsone” col figlio di 18 giorni

La giovane mamma lo allatta durante il test: applaudita quando le annunciano che ha superato la preselezione

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LICCIANA NARDI. Tra gli 850 aspiranti insegnanti della provincia di Massa Carrara c’era anche una giovane mamma, che ha sostenuto la prova presentandosi con il figlio di soli 18 giorni, che ha anche allattato. Il bimbo è partito da Licciana Nardi di buon’ora, frale braccia dei genitori: è arrivato con loro puntualissimi, all’Istituto Alberghiero “G.Minuto”, sede della prova di preselezione, e dal momento stesso del suo ingresso nella scuola, ha avuto tutti gli occhi addosso. Sì, perché a soli 18 giorni di vita, ha già “partecipato”, se così si può dire, al suo primo concorso, anzi il “concorsone”, la prova per la selezione di una nuova generazione di insegnanti bandita dal Ministero dell’Istruzione. Il candidato ovviamente non è il piccolo, ma la sua mamma, una giovane di Licciana Nardi: nonostante abbia partorito poco più di 15 giorni fa, questa aspirante insegnante ha deciso di provarci lo stesso e, scortata dal marito, si è presentata alla preselezione, armata di carrozzina e pannoloni.

Con il suo bambino sempre al seguito, aiutata dal marito, la donna ha espletato le procedure di identificazione, attirandosi gli sguardi benevoli di tecnici, personale e di tutti gli altri candidati: arrivata l’ora ics, le 11.30, ha preso quel fagottino azzurro dalla carrozzina e si è “accomodata” alla postazione assegnatale.

Poi, con grande discrezione, ha attaccato il bambino al seno e, come se fosse la cosa più naturale del mondo, ha iniziato a rispondere ai 50 quesiti della prova preselettiva: il mouse nella mano sinistra, il suo piccolo accoccolato nel braccio destro, la neomamma si è giocata le sue carte, come un candidato qualsiasi.

A sostenere la prova con lei, in quella classe, c’erano altri 16 aspiranti docenti, con tante storie ed esperienze diverse alle spalle: c’è la maestra che fa supplenze alle elementari da 20 anni, la professoressa “abilitata” che ogni giorno percorre 50 chilometri per raggiungere la sua “scuola” di montagna, l’insegnante di sostegno con due fratelli che hanno già superato la preselezione.

Ci sono poi quelli che finora, con la scuola, non hanno avuto praticamente niente a che fare: una architetto con un figlio di 3 anni, reduce dall’alluvione a Carrara, un economista, e un cinquantenne a caccia di un’occupazione.

Storie diverse ma accomunate dalla stessa volontà di mettere fine alla propria condizione di lavoratore precario, di vedere riconosciuti anni di studio e di provare a intravedere una via d’uscita a questa crisi.

Allo scadere dei 50 minuti, nell’aula non è volata una mosca: il piccolo non ha emesso un vagito e se n’è stato buono, tutto il tempo attaccato al seno della madre. Una sinegria impeccabile, fra madre e figlio.

E’ poi arriva il momento di conoscere il risultato del test: il tecnico inizia proprio dalla mamma che, intanto, ha accomodato il piccolo nella carrozzina. «Complimenti signora, ce l’ha fatta, ha superato la prova», dice l’addetto alla neomamma che, ancor prima di esultare, viene investita dall’applauso degli altri candidati, che grazie a quel frugoletto che ha tenuto in braccio per tutta la prova, facevano il tifo per lei, scordandosi per un momento la corsa al posto di lavoro. Molti le si stringono attorno, si complimentano con lei e con il piccolo: «E’ stato bravissimo. E’rimasto tutto il tempo attaccato al seno, non si è sentito», dice, orgogliosa, la giovane mamma. «Bravo, davvero un angelo… Ci ha trasmesso una calma e una tranquillità indescrivibile», aggiunge un’altra candidata. Il piccolo e la sua mamma, intanto, escono: fuori ad aspettarli, doppiamente trepidante, c’è il papà, che accoglie entrambi in un caldo abbraccio.

Cinzia Chiappini

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