Il Tirreno

L’opposizione: non siamo rispettati

L’opposizione: non siamo rispettati

«Linee programmatiche avute solo 24 ore prima della seduta», e i consiglieri annunciano: usciamo dall’aula

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CARRARA. «Siamo spossessati del nostro ruolo»: questo denunciano i rappresentanti dell’opposizione. Ieri mattina, compatti, dal Pdl al Movimento 5 Stelle, passando per la coalizione “Carrara bene comune” di Claudia Bienaimé, i consiglieri di minoranza hanno annunciato che si sarebbero opposti al documento che sarebbe stato presentato alle 18 in consiglio comunale: le linee programmatiche dell’amministrazione Zubbani. E hanno preannunciato che sarebbero usciti dall’aula.

Il documento, hanno sottolineato i rappresentanti della minoranza, è stato loro consegnato poco più di 24 ore prima (alle 14 di lunedì) del consiglio comunale di ieri. 42 pagine in cui si delinea il programma politico ed amministrativo del mandato Zubbani. Secondo l’opposizione, l’amministrazione sarebbe incorsa in irregolarità a partire proprio dal tempo risicato offerto ai gruppi di minoranza per approfondire il documento e, nel caso, proporre emendamenti. Se il regolamento stabilisce che le linee programmatiche debbano essere comunicate già a 120 giorni dall’inizio del mandato sindacale, il Comune di Carrara, hanno detto i consiglieri, «non solo non ha rispettato questi tempi», ma non si sarebbe degnato neppure di «informare l’opposizione entro quei minimi 10 giorni previsti dal regolamento», al contrario, si tratterebbe il documento relativo alle linee programmatiche, come una qualsiasi altra delibera: «Noi stessi abbiamo accordato la proroga sui 120 giorni – ha affermato il consigliere del Pdl Lanmarco Laquidara –ma ci saremmo aspettati almeno il rispetto dei tempi e la consegna di una bozza, che ci avrebbero consentito di entrare nel merito della discussione anche all’interno dei nostri gruppi».

Atteggiamento di sopportazione: questo sarebbe quello della maggioranza nei confronti dell’opposizione. L’osservazione è di Claudia Bienaimé che aggiunge: «Forse il nocciolo sta nel fatto che durante il primo mandato Zubbani, l’opposizione era pressoché inesistente e la maggioranza è chiamata ad un clima di confronto cui non era abituata». Ma anche entrando nel merito del programma i punti non sarebbero affatto approfonditi: «Ricorda un programma elettorale – sostiene Bienaimé – in quanto nulla è approfondito: si parla di tagli ma non si specifica dove». Infine, critiche alla parte del documento che descrive il ruolo assunto dal Consiglio Comunale e dalle Commissioni, che avrebbero una responsabilità che richiede la massima partecipazione e il contributo appassionato anche dell’opposizione “della quale abbiamo rispetto – si legge nelle Linee – e che consideriamo altra voce della democrazia e alla quale non chiediamo né benevolenza né atteggiamenti improntati alla passività, ma semmai, proposte che abbiano il coraggio di andare al di là della ritualità per divenire impegno civile a favore della Comunità”. Principi che striderebbero con la realtà dei fatti, ha detto Francesco De Pasquale dal Movimento 5 Stelle, incontrando l’accordo degli altri consiglieri: a partire dalla vicenda dello streaming, al ritardo col quale giungerebbero ai consiglieri gli argomenti da discutere in commissione, dal marmo, al bilancio, all’urbanistica, infine, il respingimento a priori di tutto ciò che proverrebbe dall’opposizione: «Per non parlare ancora del teatrino che si è scatenato sulla questione degli agri marmiferi, noi e il Movimento 5 Stelle ci siamo visti rifiutare la mozione sulla salvaguardia dei terreni agricoli e quelli boschivi – sottolinea Maria Elena Musetti – soltanto perché l’idea era venuta a noi e non alla maggioranza, senza contare la proposta di Claudia Bienaimé di istituire la Giornata del Cammino».

«Si tratta di una mancanza di rispetto costante nei confronti dell’opposizione, – ha affermato Laquidara – ci troviamo in una situazione in cui tutti ci sentiamo presi in giro».

Secondo il consigliere del Popolo della libertà, non ci sarebbe il rispetto delle parti.

«A dimostrarlo una volta di più – ha aggiunto Federico Bonni dal Movimento 5 Stelle – è la sovrapposizione delle commissioni, questa mattina ad esempio (ieri, ndr), in quasi contemporanea c’è la Conferenza dei Capigruppo, la Commissione Bilancio e quella Sociale e Sanità. Come può fare un consigliere che magari si trova a dover partecipare a tutte e tre?”

Barbara Monaco

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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