Sicurezza
«Facciamo un patto fra noi carrarini»
Zubbani: solo condividendo gli obiettivi e appassionandoci insieme potremo costruire il futuro che vogliamo
CARRARA. Un secondo mandato all’insegna del gioco di squadra: è la condivisione degli obiettivi il leit motiv, insieme alla sostenibilità, dell’intervento del sindaco Angelo Zubbani al consiglio comunale di ieri sera, con le opposizioni polemiche come diciamo a parte. Il primo cittadino parla di prospettiva quinquennale per ottenere risultati importanti e duraturi, anche se, e non è un mistero, questa è una settimana chiave per il suo futuro personale: se il segretario nazionale dei socialisti Riccardo Nencini gli chiederà con forza di andare in Parlamento, il sindaco - seppure combattuto - potrebbe anche decidere di seguire da Roma le molte partite tuttora aperte sul territorio e a cui ha fatto cenno nel suo articolato intervento di ieri sera. Nel quale ha comunque parlato esplicitamente di voler onorare con il massimo impegno il mandato, per non deludere i cittadini. Ma un’eventuale “convocazione” romana, con un ruolo da protagonista, potrebbe davvero far cambiare le sorti della legislatura.
Condividere la prospettiva. E’ il tema che il sindaco affronta subito: «Il valore aggiunto dell’azione che proponiamo è affidato alla comprensione e alla condivisione della prospettiva, se questa sarà condivisa, rappresenterà il vero patrimonio sul quale la città potrà investire». Zubbani aggiunge: «Dobbiamo sforzarci per costruire un progetto di città che appassioni la comunità, e che faccia pensare ad ogni carrarino che vale la pena impegnarsi perché il progetto si realizzi». Ecco quindi «la volontà di cercare di arrivare a condividere un patto con i cittadini per la città che vorremmo».
«L’impianto che sottende al programma - prosegue - poggia su due principi, quello della sostenibilità e della equità con l’obiettivo ultimo di costruire equilibri duraturi ed armonia. La sostenibilità sarà il nostro riferimento costante, quella ambientale in primis, perché in tempi di sempre più frequenti, imprevedibili, ed inediti fenomeni meteorologici non basta né l’approssimazione di una volta, né la prudenza che deriva dalla conoscenza, dobbiamo assumere come sfida il miglioramento continuo, con l’obiettivo di tendere alla massima sicurezza possibile per tutti, consapevoli che in questo dovremo farci carico anche degli effetti degli errori del passato». Sicurezza in primo piano, al pari dell’ambiente, «patrimonio collettivo che non può essere sottomesso ad interessi di nessun tipo se non quelli che la natura ci impone di adottare».
L’onere della strada dei marmi. Dal punto di vista economico, il sindaco ricorda che «ci porteremo ancora a lungo l’onere della Strada dei Marmi, è stata una scelta voluta dalla città e siamo onorati di averla potuta portare a compimento. E’ stato il primo segnale di una chiara volontà di cambiamento, l’unico che ha superato la prova del tempo e connesso tra loro l’azione di ben quattro Amministrazioni. La Strada è la riprova che la città di fronte a progetti credibili, pur impegnativi, sa scegliere e non si tira indietro».
Lo sviluppo, sottolinea il sindaco, non può prescindere dalla valorizzazione delle nostre risorse, i monti e il mare. «La relazione con i beni naturali non può essere affidata ad un’idea primitiva predatoria».
Nel suo intervento, più volte il sindaco ha rimandato al dettaglio delle linee programmatiche di cui abbiamo più volte parlato in questi giorni.
Le cave patrimonio dell’Unesco. Il sindaco fra l’altro ha annunciato la volontà di riproporre «la questione del meritato riconoscimento del nostro territorio tra i beni dell’Unesco. Il senso di questo sforzo è solo per una parte rivolto all’esterno, all’azione di accreditamento presso l’organizzazione delle Nazioni Unite, infatti in larga misura rappresenta una sfida per la città in quanto impone di assumere una nuova prospettiva, che sappia coniugare, Educazione, Scienza e Cultura, come recita l’acronimo a cui deve il nome l’Unesco. In una parola si tratta di assumere l’idea di un cambiamento epocale dell’immagine che noi stessi abbiamo della nostra città».
“Fronte del porto”. E’ questo il titolo che il sindaco sceglie per riassumere la sfida dell’amministrazione sul mare. «La presenza della Nuovo Pignone ha rilanciato le speranze di uscire dalla crisi con prospettive di futuro, nuove commesse e nuovi investimenti da parte di General Electric accrescono le possibilità, ma si tratta di un presidio su cui bisogna vigilare e non di una delega in bianco. Non possiamo fare sconti a nessuno, nel passato abbiamo già dato. La prospettiva di un moderno Polo della Meccanica è suggestiva e offre garanzie di stabilità che comunque resta nostra intenzione continuare a contrattare». E aggiunge: «Per difendere e riaffermare la vocazione e l’identità della Marina intendiamo utilizzare tutti gli strumenti urbanistici nell’intento di farne uno dei punti di forza di un sistema urbano moderno, al quale affidiamo le nostra ambizione di posizionarci come meritiamo nel mondo globalizzato». (m.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
