Il Tirreno

«Diteci che il nostro Andrea sta bene»

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La famiglia dell’imprenditore rapito: «Purtroppo non abbiamo alcuna certezza che sia vivo»

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LERICI. La famiglia di Andrea Calevo, l'imprenditore rapito nella sua villa di Lerici domenica scorsa, vuole avere la certezza che sia vivo. Vuole avere notizie sul suo stato di salute. Lo fa rivolgendosi ai sequestratori, attraverso un comunicato consegnato all'Ansa, nel quale si smentisce che ci sia già stato un contatto con i rapitori. «Purtroppo al momento non abbiamo notizie sulle sorti di Andrea. Finora non abbiamo avuto contatto alcuno con i rapitori o con qualunque altra persona coinvolta nel sequestro. Per noi è della massima importanza avere informazioni al più presto sul suo stato di salute».

I familiari di Andrea Calevo, che si dicono «fiduciosi nell'operato degli investigatori», chiedono «il massimo rispetto della privacy» e che venga mantenuto «il riserbo per non intralciare in alcun modo le indagini. Ogni nostra comunicazione - aggiungono - avverrà a mezzo comunicato stampa. Preghiamo i media di non contattarci direttamente». Infine, un appello rivolto questa volta a «chiunque abbia informazioni utili» di «contattare subito i carabinieri». A questo fine viene allegata una foto recente di Calevo: capelli ricci corti, barba rada, occhi verdi.

A parlare di un “contatto” con i rapitori, per quanto «evanescente», era stata la Dda di Genova. Un contatto avvolto dal mistero e sul quale dopo le dichiarazioni della famiglia è nato un “giallo”, anche se un amico della sorella di Andrea lo ha confermato, precisando però: «Non lo definirei sostanziale».

Il sequestro ha ancora molti lati oscuri. I carabinieri del Ros e l'Arma territoriale, supportati dallo Sco e dalla polizia oltre che dalla Guardia di finanza, stanno cercando di mettere insieme il difficile puzzle di una vicenda che ha ancora i contorni troppo sfumati per dare certezze.

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