Il Tirreno

Chiuso ieri l’ufficio postale di Forno

Chiuso ieri l’ufficio postale di Forno

La Regione chiede 100 giorni di proroga, il Comune prova a mettere in campo alcuni servizi alternativi per gli anziani

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MASSA. L'ufficio postale di Forno è chiuso da ieri per decisione di Poste italiane. Il governatore della Toscana Enrico Rossi ha scritto ieri alla direzione di Poste Italiane chiedendo una proroga di cento giorni per dare modo ai Comuni di cercare di mettere a punto delle alternative per i cittadini.

Rossi guarda agli utenti dei 70 uffici postali chiusi ieri nella nostra Regione. Con la sua azione ne ha salvati, per ora, un centinaio (erano 174 le chiusure nel piano presentato dalle Poste). La risposta entro la fine della settimana, intanto però gli utenti di Forno e dei paesi vicini (circa 2500 persone il bacino di utenza) dovranno rivolgersi all’ufficio di Canevara, o di Altagnana o scendere a Massa.

«Come Amministrazione comunale abbiamo fatto più volte presente il grave disagio determinato dalla chiusura dell'ufficio postale di Forno - dice l’asseserore Lina Coppa - Questi che vengono chiusi sono uffici postali posizionati in zone montane o marginali che Poste intende eliminare perché non mantengono livelli adeguati di efficienza come se fosse logico paragonare i livelli di attività dell'ufficio di Forno con quelli di uno in via Carducci.La situazione peggiora ulteriormente se si considera poi all'ufficio di Canevara, quello verso il quale già ora gran parte dell'utenza montagna converge: è piccolo, non garantisce privacy, non ha sala d'attesa è senza parcheggio e si trova lungo una strada molto trafficata da camion».

Il Comune sta cercando di mettre in piedi servizi alternativi. «Proveremo ad estendere il progetto Ecco Fatto già attivo sul nostro territorio che vede l'impiego dei volontari del servizio civile regionale per supportare i cittadini nell'utilizzo dei servizi della pubblica amministrazione e in particolare quelli on line: abbiamo già avanzato la richiesta di attivazione degli sportelli di Ecco Fatto su Casette, Forno ed Antona - dice Coppa - Ipotizziamo l'organizzazione per le persone più svantaggiate o con difficoltà di movimento di servizi di trasporto alternativi per la riscossione della pensione. E ancora: abbiamo aperto un confronto con Banca Apuana di Credito Cooperativo e Monte dei Paschi di Siena per aprire sportelli nelle zone montane o per offrire servizi alternativi come il bancomat. Idee e proposte per alleviare il disagio causato dalla chiusura degli uffici soprattutto agli anziani che si vedono toccati in una dimensione molto particolare e delicata, quella della gestione dei loro risparmi e della pensione». (ar.an.)

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