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Buffoni chiede la deroga per correre alle primarie

Buffoni chiede la deroga per correre alle primarie

Le regole varate dal Pd escludono i sindaci dei Comuni sopra i 5.000 abitanti Il primo cittadino: «Deciderà la direzione nazionale, oggi presento la domanda»

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MONTIGNOSO. Non sono candidabili per le «parlamentarie» del Pd di fine anno (29 o 30 dicembre: la data la decideranno le direzioni regionali entro venerdì prossimo) i sindaci dei comuni superiori ai 5000 abitanti.

Cinquemila e non ventimila come sembrava una settimana fa. E il sogno del sindaco Narciso Buffoni di poter correre alle primarie del Pd per il Parlamento è ora legato ad un filo. Oggi presenterà la richiesta di deroga.

«Comprendo benissimo le ragioni delle regole dettate dal partito - dice Buffoni - ma credo di potere bene motivare le ragioni di una deroga. Deroga a partecipare a queste primarie che segnano comunque una svolta importante e ricollocano al centro della politica i cittadini e il territorio. Io oggi presenterà la richiesta di deroga. Giovedì ne sapremo tutti di più».

Eh sì. Le regole per queste prime parlamentarie del Pd per ora tengono lontano Buffoni dalla corsa, probabilmente a quattro (due donne e due uomini) nella nostra provincia se alla nostra federazione (circa 5000 iscritti) verranno assegnati due ipotetici seggi. Se invece ne verrà assegnato solo uno, le primarie si risolveranno in un testa a testa tra un uomo e una donna (criterio fondamentale la parità di genere). E se i candidati sono di più? A decidere sarà la direzione provinciale. Dice infatti, testuale, la regola: «Le rose dei candidati/e, da sottoporre alle primarie, sono formate dalle direzioni provinciali in un numero di candidature non superiore al doppio delle posizioni di lista complessivamente assegnate a ciascun ambito provinciale/territoriale. Le rose devono rispettare il principio della parità di genere e rispondere a criteri di radicamento territoriale, proiezione nazionale, competenza e apertura alla società».

Essendo la nostra provincia di piccole dimensioni quindi, al massimo avremo quattro contendenti (due uomini e due donne). Di sicuro ci sarà Andrea Rigoni, parlamentare uscente, tre legislature alle spalle ma con meno di 15 anni effettivi. Essendo uscente Rigono non dovrà presentare nemmeno le firme a supporto della candidatura, firme fissate nel rapporto del 5% degli iscritti provinciali. Ovvero circa 250 firme. Abbordabili per tanti. Il filtro sarà però la direzione provinciale.

Di fatto un posto alle parlamentarie sarà occupato da Rigoni. Buffoni spera di farcela. Sempre sul versante massese si parla di una discesa in campo dei renziani Brunello Pucci e Gianluca Brizzi. A votare poossono andare tutti gli iscritti del Pd e tutti coloro che si erano iscritti all’albo per le primarie di Italia Bene comune. Aronne Angelici

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