Finanza
Riva dei Ronchi, stop agli appartamenti
La Regione chiede di togliere la «riconversione a residenziale» nel comparto del complesso turistico alberghiero
MASSA. Non basta alla Regione la «drastica riduzione» delle volumetrie per il complesso turistico alberghiero Riva dei Ronchi già eseguita dall'amministrazione Pucci. Vuole anche che dal piano strutturale (ripubblicato ad agosto e ora in fase di osservazioni prima dell'approvazione definitiva) scompaia, per Riva dei Ronchi, la dicitura "riconversione a residenziale".
Fanno paura insomma i 150-200 appartamenti previsti - secondo una stima che guarda ai 13500 mq (invece dei 35mila mq originari) - e si «ritiene necessario - scrive la Regione - prevedere il rinvio delle specifiche determinazioni sul dimensionamento e funzioni sostenibili del centro turistico alberghiero dei Roinchi ad approfondimenti e verifiche di maggior dettaglio da effettuarsi nei conseguenti atti urbanistici».
Ma c'è di più. La Regione mette la mani avanti e ricorda e sottolinea che «la necessità di procedere al superamento delle condizioni di rischio idraulico richiede che la previsione sia ripianificata solo a seguito della definizione degli interventi per la messa in sicurezza dell'area e il ripristino delle zone di interesse naturalistico». Prima la sicurezza idraulica, dopo i permessi a costruire, insomma.
Siamo infatti ai Ronchi, nella vasta area umida tra via Repubblica, via Donizetti, via Bellini r via dei Canneti di proprietà della società Riva dei Ronchi srl, di fronte, nella parte a mare, all'oasi naturalistica. I termini sono ovviamente tecnici ma nelle osservazioni presentate dagli organi tecnici regionali (a seguito della ripubblicazione delle modifiche introdotte al piano strutturale dopo il recepimento di quanto prescritto dalla Conferenza paritetica interistituzionale) traspare la preoccupazione di andare alla elaborazione del piano particolareggiato convenzionato per Riva dei Ronchi con le mani libere. Un piano che dovrà avere «congrui profili di interesse pubblico» e che il Pd locale osteggia in maniera decisa visto che si prevedono 13500mq di residenziale giustificati da 3120mq per una struttura alberghiera da 120 posti letto. Per il Pd un regalo ai privati. Detto chiaro, più volte dal segretario Cesare Ugolotti, dal capogruppo consiliare Uilian Berti e dal parlamentare Andrea Rigoni.
Per l'amministrazione comunale, in sostanza, un giusto compromesso visto che la proprietà nel 2004 aveva già in tasca il permesso a costruire e che quindi, secondo la lettura degli uffici legali, anche regionali, il privato ha dei diritti da far valere in una eventuale causa. Ha dei diritti certo, e per questo il complesso turistico alberghiero rimane nelle carte del piano strutturale. Ma senza esagerare, sembra di capire dalla richiesta che la stessa Regione ora fa in sede di osservazioni, chiedendo la cancellazione della dizione «riconversione a residenziale» per Riva dei Ronchi dal piano strutturale. Dizione che di fatto costituisce un impegno e un via libera. Saranno i piani particolareggiati e quindi una nuova trattativa con la proprietà a stabilire se, come e quanto il residenziale deve restare e in quale rapporto con la parte alberghiera.
Prima di tutto però la messa in sicurezza idraulica (c’è anche un laghetto retrodunale nella zona). E queste cose i tecnici della Regione chiedevano e protocollavano prima dell'alluvione di novembre. Figuriamo ora.
La Regione più in generale, rileva che il piano strutturale è stato «adeguato a quanto richiesto e concordato con il comune in sede di conferenza paritetica interistituzionale. Tuttavia emergono ancora alcuni aspetti da approfondire ai fini della coerenza e compatibilità del piano strutturale con gli atti della programmazione e pianificazione regionale».
Si pone l'accento ad esempio su «forti carenze e o criticità legate soprattutto alla tendenza all'attuazione di previsioni di edilizia privata in presenza di carenza di standard urbanistici a scapito della qualità urbana degli insedia,menti». E si cita, in tal senso, la carenza del sistema fognario di Ronchi Poveromo.
Via libera invece - a condizione di «analisi apporfindite di dettaglio sulle caratteristiche dei luoghi in sede di regolamento urbanistico» - alle 80 ville nelle zona di Ronchi Poveromo. Si dicein sostanza che gli 80mila mc previsti già nel piano urbanistico del 2006 e ora confermati, per il residenziale «risultano compatibili con il territorio» . Si tratta di insediamenti particolari: si darà il permesso a costruire le villette in lotti minimi di 3000mq ( a Forte dei Marmi, per fare un confronto, attualmente il lotto minimo è di 1000mq).
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