Il dolore
Lo Spewer dopo l’incendio rialza la testa
Il sogno di tre giovani: «Vogliamo ripetere il successo dell’ex Cacao, ecco perché insistiamo»
MARINA DI MASSA. Lo Spewer club ha riaperto i battenti dopo una ventina di giorni dall’incendio che aveva devastato una dependance della sala poker di Marina di Massa. Merito dei tre titolari Giovanni Savino, Fabio Berti e Giuseppe Diep che si sono messi al lavoro e hanno rimesso a posto le cose. «Si sono bruciati i computer, o meglio li hanno bruciati», dicono ora. Ma su eventuali sospetti tengono la bocca chiusa: «C’è un’inchiesta in corso, ma non si tratta di racket perché nessuno ci ha mai minacciati».
Il circolo sportivo è affiliato Acsi e al terzetto di amici ha richiesto un discreto sacrificio economico per prendere in affitto il capanno: «Ma la gente c’è - sorridono - e questo ci fa sperare per il fututo. Da noi si può giocare al Texas holden, abbiamo anche il wi-fi e adesso stiamo organizzando anche feste di compleanno, cene, battesimi e quant’altro. Giusto per diversificare. Poi in estate quando avremo anche il giardino da sfruttare faremo anche ballare la gente».
Lo Spewer ha organizzato un torneo di poker alla fine di novembre per raccogliere un po’ di soldi da destinare gli alluvionati di Massa-Carrara. «Stiamo cercando un’associazione che sappia a chi devolvere il piccolo contributo che abbiamo raccolto», spiega Savino. Beneficenza a parte il circolo di via Casola è un’intuizione di tre ragazzi che hanno deciso di investire i loro risparmi per dare un qualcosa di nuovo al territorio. «Una cosa come la nostra non c’è da queste parti - concludono i gestori -. Abbiamo preso in affitto i locali dell’ex Cacao, un locale che era tra i più frequentati nelle notti di estate. Speriamo di ripetere i loro risultati e magari migliorarli». Per evitare incursioni di malintenzionati poi hanno installato un impianto di videosorveglianza.
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