Sicurezza
Lerici e Arcola scoprono la paura
I residenti sbigottiti dal rapimento di Andrea Calevo: «Sta cambiando tutto ma nessuno immaginava si arrivasse a tanto»
LERICI. Adesso la paura aleggia sulle alture di Lerici dove, in una villa immersa tra gli olivi, vive la famiglia di Andrea Calevo, l’imprenditore sequestrato da tre malviventi dopo la rapina di cui è stata vittima anche la madre, Sandra Caterina Podestà.
Nella frazione della Serra non si parla d’altro tra gli avventori dei due bar locali.
Pietro Solari, titolare del bar Silvia, non ha parole per descrivere il suo stato d’animo e quello dei tanti che, durante la giornata, hanno fatto tappa da lui per un fugace caffè: «Da stamani sono venuti in tanti - dice - a chiedere informazioni e tra questi, logicamente, molti esponenti delle forze dell’ordine. La gente è incredula e non si sofferma più di tanto nel locale. Andrea lo conosciamo un po’ tutti anche se non viene spesso nel mio locale. È una persona seria e stimata, rappresentante di una famiglia che da sempre lavora e dà lavoro. Da generazioni, infatti, la loro ditta è operativa giù, in quel di Arcola. Stamani sono passati di qui anche alcuni artigiani nel ramo dell’edilizia che, per il loro lavoro, si servono dalla Calevo. Nessuno si capacitava di quanto accaduto e loro, frequentando Andrea molto più di me, erano giustamente increduli dell’accaduto. Gli investigatori mi hanno chiesto se, nella serata di domenica scorsa, avessi notato movimenti e facce strane. Non ho saputo rispondere, perchè essendo il mio bar proprio sulla strada panoramica che sale da Montemarcello e scende verso Lerici, di gente e movimenti ne vediamo davvero tanti. Ma non è più come una volta. Adesso a sera chiudiamo presto, prima delle 20, mentre un tempo non lontanissimo, si tirava fino all’una come se niente fosse. I tempi cambiano e anche la gente; e alla Serra, come ormai in tanti altri posti simili al nostro, mutano anche le abitudini, gli stila di vita. Ma chi si immaginava che in quella villa a due passi da qui, potessero accadere scene che di solito vediamo solo nelle fiction in tv?».
A Pietro Solari fa eco Livio Giorgi, sindaco della vicina Arcola dove a Romito Magra, c’è la ditta dei Calevo. «Un gesto che offende tutta la comunità - dice il primo cittadino, in sella da nove anni - ma maggiormente un’azienda che lavora da più di un secolo. Proprio lo scorso anno, la Calevo ha raggiunto il traguardo dei 100 anni di attività, meritando così il riconoscimento che Arcola ha voluto conferire ad Andrea Calevo in una simpatica cerimonia in Comune. Adesso però la gente si preoccupa dato che non è certo abituata a simili episodi e a vedere il paese gli schermi dei tg nazionali. Sono andato a trovare la mamma di Andrea: è distrutta».
La paura, dunque, serpeggia nel territorio a confine con la Toscana. Un fatto su cui interviene Alessio Cavarra, consigliere regionale del Pd: «La notizia del rapimento di Andrea Calevo è un fatto molto grave; esprimo la mia vicinanza alla famiglia che immagino stia vivendo terribili momenti di paura e ansia - dice Cavarra - i numerosi furti nelle abitazioni in qualsiasi ora del giorno e adesso questo brutto episodio confermano che nella nostra provincia c’è un problema legato alla sicurezza, un fenomeno sociale rilevante dal quale non possiamo sentirci immuni. Ritengo necessario mettere in campo misure concrete e nette per contrastarlo e per questo propongo un tavolo di lavoro congiunto che riunisca istituzioni, forze politiche di ogni livello e autorità competenti a partire dalla Prefettura spezzina, che svolga un ruolo operativo di intervento immediato sulle zone dello Spezzino che in questo periodo risultano più colpite».
Altro servizio alle pag. 4 e 5
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