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Roberto Pucci: sono in campo per le primarie

Roberto Pucci: sono in campo per le primarie

Il sindaco deciso a ricandidarsi in una coalizione con il Pd. E Ugolotti apre ancora: «Basta polemiche, pensiamo al futuro»

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«Io sono in campo». Roberto Pucci parla davanti ai suoi – alle forze che nel 2008 sostennero la sua candidatura – e scioglie le ultime riserve. Pronto a guidare ancora la città, dice in sostanza alla conferenza programmatica della 28 Aprile; pronto a farlo partecipando alle primarie della coalizione del centrosinistra, ma pronto anche a correre da solo nel caso in cui le primarie saltassero.

«Ho dovuto parlare in famiglia. In casa non vedono bene il mio continuo impegno politico: “Ma non è ora che lasci, non è tempo per la pensione?” mi ripetono ogni giorno. Ma ho deciso, sono in campo, con la disponibilità a partecipare alle primarie per la scelta del sindaco», dice alla platea del teatrino dei Servi dove siedono i “grandi elettori” della 28 Aprile, di Sel, di Api e Udc. «Sarò tuttavia ovviamente disponibile – aggiunge – a fare un passo indietro se la coalizione troverà un accordo su un nome che unisce tutti, accordo basato sulla piena condivisione di un programma di governo». Insomma, Pucci non molla e aggiunge il suo (pesante) nome alla lista dei possibili candidati. Era attesa ma non era scontata la candidatura quater del sindaco: una novità politica che si collega al progressivo disgelo fra la maggioranza pucciana e il Pd. Perchè – questa è la sostanza del rilancio del sindaco e della strategia uscita dalla “convention” arancione di ieri – il futuro politico della città “deve” prevedere un ruolo del partito democratico in un quadro di equilibri e di politiche di “area vasta” e regionali. Basta, dunque, con le polemiche, con gli scontri, anche durissimi, iniziati cinque anni fa e non ancora del tutto finiti, pensiamo al futuro, apriamoci al dialogo con tutto il centrosinistra.

Una linea che trova subito consensi – e anche questa è una novità di rilievo – nel Pd: Cesare Ugolotti, segretario comunale dei Democratici parla ai Servi con toni (e contenuti) molto dialoganti. «Non guardiamo ai dissidi del passato, lavoriamo per il futuro della città, confrontiamoci sul programma», dice Ugolotti rilanciando le primarie. «Si faranno, anche il Pd ha i suoi candidati, ci misureremo. Ma dico fin d’ora che se Pucci vincerà, sarà il sindaco di tutta la coalizione».

Gli arancioni incassano con evidente soddisfazione il “resto in campo” del sindaco, senza il quale avrebbero rischiato la dissoluzione. E soddisfazione mostrano anche per un altro elemento uscito dalla riunione: l’accordo di massima tra gli stessi pucciani e Pd per fissare le elezioni primarie a una data successiva alle politiche nazionali (che dovrebbero tenersi nella seconda metà fine febbraio). «Farle a gennaio come vorrebbero Rifondazione e i sostenitori di Volpi», osserva Carlo Paolini, segretario di Sel, «non ha senso: lo sostiene Ugolotti e io sono pienamente d’accordo. D’altra parte – aggiunge – non ci interessa una grande coalizione: abbiamo i numeri per governare».

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