Sicurezza
«Fumano negli uffici comunali»
Mulazzo, segnalazione di una donna malata. Il sindaco Novoa: inflessibile con i trasgressori
MULAZZO. «Sono entrata negli uffici comunali e vi ho trovato persone, tra cui impiegati, a fumare tranquillamente la sigaretta».
Lo afferma una donna che, pur preferendo non divulgare il suo nome, denuncia un grave malcostume.
«Abito in provincia di Como - racconta la donna - e di recente sono stata operata, rimanendo con un solo polmone. Il medico mi ha consigliato, se mi fosse stato possibile, di trascorrere lunghi periodi in posti arieggiati, nel verde, freschi e alberati. A questo suggerimento il primo pensiero è tornato alla terra di mio nonno, la Lunigiana, nella quale da bambina venivo coi miei genitori. . Ma quella zona mi è ritornata utile. Infatti, dopo qualche mese di cura, ci siamo concessi una piccola vacanza in Lunigiana, unita alla ricerca di una casa da acquistare, oppure una terra dove investire per costruirne una, per poter così tornare ai miei luoghi d’origine, assecondando il consiglio medico».
Quindi la donna si addentra nel racconto: «Perciò le giornate di vacanza si sono svolte anche girando pubblici uffici comunali per poter avere informazioni su eventuali possibilità d’acquisto, tassazioni locali e altri adempimenti burocratici. Un giorno a Bagnone, mio Comune d’origine, uno a Pontremoli, uno diviso tra Villafranca e Mulazzo. E proprio in quest’ultimo caso mi è capitata una brutta esperienza. Dopo la mia malattia, derivante da fumo passivo, sono diventata intollerante a chiunque, a discapito della legge, fuma dove non si può. E soprattutto a chi non controlla. Entrata dunque nel maestoso palazzo comunale, il primo ufficio che ho incontrato è quello della polizia municipale. Ricevuta l’autorizzazione d’ingresso e aperta la porta, sono stata colpita da un forte odore di fumo stantio e dall’agente che, indifferente alla mia presenza, mi ha ricevuto stancamente, quasi disinteressato, e con una sigaretta fumante in bocca. Spiegato ciò che mi interessava, l’uomo mi ha indicato alcune porte, oltre una delle quali ho intravisto una signorina, anche lei con la sigaretta accesa in bocca. Nello stesso ufficio, seduti a un tavolo, c’erano due signori anziani che discutevano tranquillamente, tenendo anche loro le sigarette accese tra le dita. A questo punto, incuriosita e stizzita, ho iniziato a girare tutto il palazzo comunale, fingendo di guardare i quadri alle pareti e alcune sculture esposte, però scrutando all’interno degli uffici per vedere se qualcun altro fumasse in servizio. Adesso chiedo spiegazioni su questi comportamenti non autorizzati e da chi è deputato ai controlli e se, eventualmente, egli percepisca emolumenti per questa sua responsabilità, oppure se è addirittura uno dei fumatori che ho visto. Intervengo non solo come cittadina, ma anche da parte di tutti gli altri dipendenti comunali costretti a subire il fumo passivo, che ho provato sulla mia pelle. Chiedo un intervento preciso, non finalizzato alla punizione, bensì alla sensibilizzazione di chi ha la competenza di fare smettere questi comportamenti».
Come di dovere, abbiamo girato la richiesta al sindaco Claudio Novoa che, esterefatto ha detto: «Ci sono precisi cartelli, all’interno del palazzo comunale, che invitano perentoriamente a non fumare. Io sono un ex fumatore e posso dire che non tollero simili comportamenti da parte di chiunque. È proibito fumare e perciò niente sigarette. Se la signora si fosse rivolta subito a me, sarei immediatamente intervenuto. Comunque le garantisco che vigilerò doppiamente e se troverò trasgressori, applicherò a loro le sanzioni di legge».
Fabrizio Palagi
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