Sicurezza
«Emilia e Veneto agevolati, noi no»
Il sindaco se la prende con il governo: nell’ordinanza sullo stato di calamità non c’è traccia di alleggerimenti fiscali
CARRARA. «All’Emilia e al Veneto sì, a noi toscani no: niente detassazione o agevolazioni fiscali». Il sindaco Angelo Zubbani è amareggiato per non dire innervosito per non avere potuto annunciare al territorio gli aiuti chiesti dal mondo imprenditoriale da cui si è levato, tramite le associazioni di categoria il grido di dolore. Le imprese vorrebbero la reteizzazione dell’Imu, e il congelamento di imposte locali quali la Tarsu. Alcune ditte apuane hanno subito tali danni da rischiare di non potersi rialzare, come è stato detto nel recente incontro svoltosi alla Camera di commercio, il cui presidente Norberto Ricci non ha mancato di unirsi al coro dei lamenti. Ricci ha fatto appello agli enti locali affinché pungolino insistentemente Reigne e governo centrale.Ma a quanto pare, le pressioni anche da parte della Regione non hanno avuto per il momento esiti positivi sui tavoli romani.
«L’ordinanza del governo, che riconosce lo stato di calamità naturale per l’alluvione subita dai territori toscani, – ha detto ieri il sindaco che ha rivevuto l’atto – non prevede nulla in fatto di detrazioni o sospensioni fiscali a favore delle imprese danneggiate. Né sappiamo, dei 14 milioni stanziati, quanti ne toccheranno a Carrara: nell’articolato del governo siamo fra i 139 Comuni (e 7 province) compresi nel provvedimento per la messa in sicurezza, ma per quanto riguarda i danni alle aziende, il nostro tessuto economico dovrà affidarsi alle agevolazioni degli istituti di credito, e ai 250 milioni di stanziamento inserito nella legge di stabilità: il governatore della Regione, Rossi, ritiene che 150 debbano essere assegnati alla Toscana, sia a favore delle imprese che delle famiglie alluvionate. La ripartizione per Carrara la si vedrà successivamente».
Il sindaco insiste: sulle detrazioni fiscali c’erano legittime aspettative da parte nostra, pensavamo che il governo avrebbe avuto maggiori attenzioni ai nostri territori. Lo stesso Rossi aveva chiesto che l’ordinanza sulla calamità contenesse proprio sgravi sulla tesse, sia per le famiglie che per le aziende. Invece nulla».
«Gli enti locali – commenta l’assessore Giuseppina Andreazzoli – deovno rispettare le norme che impongono determinate procedure. Siamo consapevoli dell’emergenza, e stiamo facendo tutto quanto è nelle nostre competenze e possibilità, ma ci scontriamo con gli aspetti tecnici (come per l’Imu) per cui non possiamo impegnarci a promettere. Comunque, ci vuole una legge dello Stato. Per quanto riguarda la Tarsu, è rateizzata e in molti l’hanno già pagata, tecnicamente non ci sarebbero neppure i tempi per congelarla in quando dovremmo avere (e ancora no ci sono) i dati certificati e verificati degli alluvionati. Inoltre la legge è molto restrittiva. Per il 2012 non possiamo fare nulla, il prossimo anno, valuteremo se saranno possibili delle manovre con la Tares che sostituirà la Tarsu».
Intanto cittadini e imprese hanno tempo fino al 18 prossimo (salvo proroghe) per consegnare i moduli compilati, relativi al censimento dei danni subiti nella prima alluvione di novembre, cioè quella del 10-11. Fino a ieri mattina le schede riportate dai privati (per le imprese c’è il Consorzio Zona) al Comune erano 198, destinate comunque a salire in queste ore, perché con la scadenza alle porte c’è la corsa a consegnare i documenti, sperando nel risarcimento danni.
«La Cassa di risparmio di Carrara – specifica il sindaco Zubbani – per le famiglie e le piccole imprese alluvionate fa prestiti a tassi agevolati, fino a 20mila euro, rimborsabili in 5 anni, con interessi a carico della Fondazione CRC».
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