Il Tirreno

la mostra al centro di arti plastiche

Bessi, una vita per la fotografia

Bessi, una vita per la fotografia

La figlia Adriana lo ricorda: non si stancò mai del suo mestiere

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CARRARA. «Mio padre? Un uomo modesto, pronto a parlare con tutti, che viveva per la fotografia». Così Adriana Bessi ha ricordato ieri il padre, il cavaliere Ilario Bessi, il fotografo più celebre della storia di Carrara. A lui è dedicata una mostra al Centro Arti Plastiche, aperta al pubblico da oggi al 5 gennaio. «Mio padre non si stancò mai del suo mestiere: anche il giorno prima di morire era al lavoro con la sua fida macchina fotografica». Un "fotografo totale" capace di lasciare un archivio di 30.000 scatti, in gran parte inediti, curati dalla figlia nel corso di 28 anni e di prossima acquisizione ad opera del Comune e della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara. Ad accompagnare la mostra, la pubblicazione di un libro ad opera della MinimoComuneMultiplo, "Ilario Bessi: un fotografo in città", che contiene oltre 130 foto fatte da Bessil dagli anni '20 fino alla scomparsa nel 1986. «Ha raccontato, con i suoi scatti, Carrara ai carraresi» ha detto Corrado Magliani, direttore dell'associazione Osservatorio Spontaneo sul Territorio, curatore assieme a Barbara Galli, della mostra e del libro. « Bessi è stato capace di affiancare alla produzione per fini di pubblicazione quella delle piccole commissioni private, facendo ritratti e riportando episodi di vita quotidiana, con una modernità di rappresentazione davvero sorprendente». Proprio alla sua opera più "umile", è dedicata una parte centrale della mostra, funzionale a specificare il talento eclettico di questo carrarese, le cui foto più famose hanno fatto il giro del mondo. Soddisfatta dell'iniziativa l'assessore alla cultura Giovanna Bernardini, certa che l'afflusso di pubblico alla mostra sarà intenso. «Resto convinta della necessità di celebrare opportunamente questa figura, –ha detto – che ha ritratto segmenti importanti della storia carrarese, spaziando dal privato alla ritrattistisca fino alle grandi manifestazioni». Un talento sopravvissuto alla minaccia del tempo, grazie al contributo della figlia Adriana, l'unica in grado di orientarsi come una "rabdomante" nell'archivio del padre per tirarne fuori sempre nuovi volti della città di Carrara.

Luca Menconi

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