Sicurezza
La storia della Maneschi diventa un film
Esce nelle sale «L’innocenza di Clara» del regista Toni D’Angelo ispirato alla tragica vicenda avvenuta nel novembre 2007
LICCIANA NARDI. Diventa un film la tragica vicenda che vide tra i protagonisti Clara Maneschi, l’allora 43enne donna di Tavernelle che, nel novembre del 2007, venne arrestata dai carabinieri con l’accusa di avere istigato un amico a uccidere il marito, il 49enne Maurizio Cioni.
Una sorta di storia di amori maledetti, dunque che si concluse con due uomini morti nella stessa maniera (Cioni venne ucciso con una fucilata mentre era a caccia e l’amico di entrambi i coniugi, Giordano Trenti, 51 anni, presunto esecutore del delitto, si suicidò una settimana dopo sparandosi col suo fucile) e con la condanna di Clara Maneschi, tutt’ora in carcere per scontare una pena di 15 anni.
Quei fatti hanno colpito la fantasia del regista Toni D’Angelo, al punto di trasporre sullo schermo la vicenda che, per mesi, polarizzò l’attenzione generale, di fatto travalicando subito i confini della Lunigiana per raggiungere le cronache nazionali.
Toni D’Angelo che proprio nel 2007 firmò il suo primo lungometraggio dal titolo “Una notte”, è tornato dietro la macchina da presa, ammaliato da quanto successe nel novembre di quell’anno.
«Tutto è nato da una storia che vidi una notte in tv - racconta il giovane regista - mi colpì il fatto che una donna venne arrestata e poi condannata per essere stata la mandante morale, per così dire, dell’omicidio del marito». D’Angelo ammette poi di essere stato da tempo a caccia di un noir e, la storia maturata in Val di Magra e poi tragicamente finita ai piedi dell’Appennino, lo convinse di avere trovato quanto cercava.
«L’innocenza di Clara», così è titolato in film che sta uscendo in questi giorni nel circuito delle sale cinematografiche, è molto romanzato e, spesso, si discosta dai fatti realmente accaduti dal 17 al 25 novembre 2007, date delle morti dei due uomini che gravitavano nella vita di Clara Maneschi.
Il film è ambientato in parte alle cave di marmo di Carrara, città nella quale risiedeva un terzo uomo ritenuto essere il reale amante della Maneschi, ma risultato completamente estraneo al fatto di sangue.
A impersonare Clara è la bellissima attrice fiorentina Chiara Conti, mentre i ruoli dei suoi uomini sono interpretati da Luca Lionello e Alberto Gimignani.
Volti ben lontani da quelli che, ripetutamente, finirono sulla carta stampata e nei telegiornali.
Lineamenti perfetti, da copertine di rotocalchi, quelli di Chiara Conti, bellissima nella scena alle cave di Carrara dove la sua bionda capigliatura si staglia nel candore del marmo.
Volitivi, i volti dei due coprotagonisti maschili, capaci di far capire allo spettatore cosa succederà nella scena immediatamente successiva.
Molto romanzata, dunque, la vicenda di Clara Maneschi, condensata negli appena 82 minuti della durata del film.
Se Toni D’Angelo avrà conservato quello che era il filo conduttore della vicenda, saranno gli spettatori, semmai, a deciderlo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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