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sos dalla camera di commercio

«Aziende allo stremo, datevi una mossa»

CARRARA. Dopo le alluvioni di novembre le imprese apuane sono state dimenticate e se le amministrazioni locali non si mobiliteranno per ottenere aiuti veri molte aziende del nostro territorio...

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CARRARA. Dopo le alluvioni di novembre le imprese apuane sono state dimenticate e se le amministrazioni locali non si mobiliteranno per ottenere aiuti veri molte aziende del nostro territorio potrebbero non essere in grado di riprendere la loro attività: lo dicono le associazioni di categoria apuane, lanciando un appello dalla Camera di Commercio di Massa-Carrara, all’indomani di un vertice dedicato proprio alle attività colpite dagli eventi del 10/11 e 27/28 novembre.

Secondo Assindustria, Confartigianato, Api e Cna infatti, al di là del protocollo siglato tra le banche e Fidi toscana, che consentirà ad alcuni imprenditori di accedere a fondi a tasso agevolato, fino a oggi non è stato fatto praticamente nulla per aiutare le categorie produttive, tanto che oltre a mancare gli aiuti, c’è anche una gran confusione per quanto riguarda l’iter per ottenerli. «Il governo ha dichiarato lo Stato di emergenza ma va spiegato che questi fondi serviranno per opere pubbliche e infrastrutture, mentre per le aziende non c’è ancora niente», ha premesso Norberto Ricci, presidente della Camera di Commercio. «Lunedì dovremo pagare l’Imu, ma come si fa a chiedere migliaia di euro a chi è stato alluvionato e non lavora da 15 giorni?» ha chiesto polemicamente Dino Sodini, presidente di Cna, che poi ha puntato il dito contro le amministrazioni locali: «I Comuni, la Provincia, ancora non si sono fatti vivi, non c’è abbastanza attenzione, ci sentiamo abbandonati. Alcune cose – accusa Sodini - si potrebbero fare anche a livello locale, come la rateizzazione dell’Imu o il congelamento delle imposte locali, a iniziare dalla Tarsu o dalla tassa su fossi e canali». Secondo le categorie, questa “disattenzione” nei confronti delle aziende apuane, già in difficoltà per via della crisi economica, rischia di mietere molte vittime: «Se non arrivano gli aiuti molti non riusciranno a ripartire», ha detto senza tanti giri di parole Norberto Ricci. «L’alluvione è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso perché le nostre imprese si trovavano già in forte difficoltà… oggi sono stremate», ha aggiunto Massimo Maggiani, di Api. Impossibile ancora oggi quantificare i danni provocati dalle due alluvioni: l’unica cosa certa è che al Consorzio Zona, l’ente deputato a raccogliere i moduli per il censimento delle imprese, a oggi sono arrivate una cinquantina di schede e che, entro il 18 dicembre – scadenza ultima per la denuncia dei danni subiti nel corso della prima alluvione, quella del 10/11 novembre – ne potrebbero arrivare altri 20 o 30. «I danni sono stati moltissimi, basti pensare che nell’area Fibronit, siamo a 5-6 milioni di euro», ha spiegato Gianfranco Oligeri, presidente di Confartigianato. Altrettanto fosco il quadro tratteggiato da Assindustria, che dopo una prima stima assolutamente provvisoria e informale dei danni provocati dall’alluvione tra i suoi associati, parla di decine di migliaia di euro necessari solo a rimettere in attività le aziende colpite. Per rimediare a questa calamità, è il caso di dirlo, secondo la Camera di Commercio apuana serve innanzitutto maggiore impegno da parte delle amministrazioni locali chiamate a pungolare con più insistenza Regione e Governo,per far arrivare i soldi che servono: «Gli assessori alle finanze del nostro territorio devono iniziare a camminare e non fare tanti discorsi», ha concluso polemicamente Ricci, con il dichiarato intento di dare uno scossone ai rappresentanti di Comuni e Provincia. (c.ch.)

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