Finanza
Torna il super presepe di Cinquale
Decine di figuranti, stand con polenta e castagnacci e un cocchio-navetta. Lo scorso anno oltre 10mila visitatori
MONTIGNOSO. Ci sono infermiere, meccanici, dipendenti comunali, pensionati e bimbi ai primi anni di scuola. Sono le decine di volontari che per qualche ora, nelle giornate del 24, 25, 30 dicembre e del primo e 6 gennaio, si leveranno gli abiti della loro vita quotidiana per indossare quelle dei personaggi storici vissuti più di duemila anni fa. È il presepe vivente del Cinquale, allestito dalla parrocchia di S. Giuseppe Artigiano e dal gruppo parrocchiale Anspi, grazie al patrocino del Comune che ha fornito la spazio, giunto ormai alla sua ventunesima edizione. Un presepe che è molto più di un presepio - termine riportato nella maggior parte dei dizionari – inteso come mangiatoia, dal suo significato etimologico praesaepe, composto da “prae”, cioè innanzi, e “saepes”, recinto, quindi luogo che ha davanti un recinto. Questo presepe è una vera e propria rievocazione storica, un tuffo di testa nel passato. Entrando si viene immersi da un’atmosfera di comunità e autenticità che nulla ha a che vedere con il presente. Ci sono più di trenta capanne e, in ognuna ogni figurante esercita realmente una professione del passato. C’è il fabbro che batte il ferro, il falegname che costruisce una sedia e il fornaio che sforna un pezzo di pane. I volontari in questi mesi si sono preparati, hanno fatto corsi di formazione delle professioni antiche, e in quei giorni le eserciteranno davanti ad un vasto pubblico eterogeneo con il quale potrà anche interagire per divulgare informazioni. Si rivivranno e si conosceranno professioni rilegate ormai ad un passato quasi nostalgico, professioni che i bimbi di domani, forse, nemmeno sentiranno nominare. È quindi un’occasione di apprendimento, ma anche un momento enogastronomico.
Durante tutto il percorso – che partirà all’inizio di via S. Giuseppe Artigiano (che rimarrà chiusa per l’occasione) davanti a due soldati e un cocchio che farà da navetta ai bimbi – sarà possibile degustare polenta, frittelle di castagnaccio, castagne e pane con l’olio. Ci saranno poi animali ovunque. Uno struzzo, maiali, pecore, cavalli e i classici bue e asinello che aiuteranno a ricreare quell’atmosfera bucolica e pastorale della Gerusalemme dell’anno zero. Il 6 gennaio, come sempre, arriveranno alla capanna di Maria e Giuseppe (che saranno interpretati alternativamente da due coppie e dai loro rispettivi bebè), i Re Magi a cavallo, che durante le altre giornate rimarranno nella capanna degli arabi. «Tengo a precisare – dice don Maurizio, parroco di S. Giuseppe Artigiano – che questa non è una rappresentazione teatrale, ma sacra. È quindi doveroso rispettare il silenzio e l’atmosfera che caratterizza questo Presepe». Più di diecimila le persone che vengono a visitare questo presepe ogni anno e altrettante sono previste per quest’anno. Gli orari di apertura sono: il 24 dalle 22 alle 24; il 25 e 30; l’1 e il 6 gennaio dalle 16:30 alle 19. L’entrata è a offerta libera.
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