Lutto
Ponte sul torrente Ricortola L’Arpat dà l’ok, inizia l’opera
Scadeva ieri il termine per il via ai cantieri per gli interventi di somma urgenza dopo la bomba d’acqua Il Comune affida oggi il primo appalto per l’attraversamento su via delle Pinete. Costo: 300mila euro
MASSA. Il fango dell’alluvione di Massa entra al Quirinale. I residenti di via del Pozzo e del quartiere di Romagnano scrivono al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla ricerca di un orecchio che ascolti la loro denuncia.
L’iniziativa, presa da Roberto Giusti e Pino Serpi, quest’ultimo primo firmatario della lettera, arriva al termine di faticosi anni passati a segnalare a Comune e Prefettura rischi provocati da movimenti franosi delle colline del Candia e a fare, puntualmente, il resoconto dei danni subiti senza – lamentano i diretti interessati – aver ricevuto risposta. «Ad oggi – scrivono i residenti al capo dello Stato – la pubblica amministrazione non è intervenuta benché ripetutamente informata dall’anno 2003 per mettere in sicurezza i luoghi».
La cronologia delle segnalazioni risale al dicembre di quell’anno con il primo esposto degli abitanti al Comune per segnalare allagamenti frequenti. Un anno dopo sempre da via Del Pozzo partono diversi suggerimenti al Comune su come risanare i punti critici. Nel 2005 i residenti ingaggiano anche un geologo per analizzare il territorio. Nell’inverno di quell’anno ottengono dalla Provincia il riconoscimento dello «stato di degrado del reticolo di scolo delle acque e la non adeguatezza delle opere di regimazione realizzate in passato» e l’invito al Comune a provvedere. La vicenda non si ferma lì e sfocia nei drammatici eventi del 10 e 11 novembre scorsi. Per tutto ciò i firmatari chiamano in causa la pubblica amministrazione la cui responsabilità, scrivono, «deve ritenersi manifesta e grave», e chiedono l’intervento di Napolitano «per scongiurare futuri eventi delittuosi».
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