Il dolore
Lo stato d’emergenza c’è, ma con giallo
14 milioni in Toscana per pagare il primo intervento. Ma un errore nel comunicato stampa sembra tagliare fuori Massa
MASSA. Alla fine il governo l’ha concesso e il Comune – e i cittadini e le imprese – di Massa tirano un sospiro di sollievo: la provincia di Massa-Carrara, come quelle di Arezzo, Grosseto, Lucca, Pisa, Pistoia e Siena, ha ottenuto dal consiglio dei ministri il riconoscimento dello stato d’emergenza per l’alluvione che ha colpito il territorio lo scorso novembre. Roma elargirà 14 milioni di euro complessivi per coprire le spese del primo intervento.
Non si tratta, sia chiaro, di “stato di calamità”, quello che prevede risarcimenti anche a famiglie e imprese. E non si sa ancora quanti soldi sono destinati a ciascuna provincia e quando arrivano, anche se dovrebbero essere imminenti.
È comunque un grosso aiuto al territorio. Solo per il primo intervento – nella notte tra il 10 e l’11 novembre e nei giorni immediatamente dopo – il Comune di Massa ha speso 1 milione e 496mila euro per un totale di 85 interventi, con decine di ditte che si precipitarono a pulire le strade, rimuovere carcasse d’auto, soccorrere la popolazione. Nel conto c’è anche un milione e 956mila euro con cui il Comune è in credito per lo spazzamento, il conferimento dei rifiuti in discarica, l’affitto dei bus per portare gli “angeli del fango” a spalare. Se poi le analisi diranno che il terreno tolto è contaminato, si dovrà pagare anche 1,2 milioni alla discarica.
Le spese, insomma, sono tante e le casse comunali non potevano certo permettersi di sostenerle da sole. Per questo il presidente Rossi ha chiesto lo stato d’emergenza e, in soldoni, 50 milioni di euro. Manca dunque più di qualche spicciolo all’appello, ma il consiglio dei ministri ha previsto di integrare lo stanziamento iniziale con l’8x1000 dell’Irpef.
E, alla fine, non c’è da lamentarsi troppo. Per l’intera giornata di ieri, infatti, è rimasto in bilico un inquietante dubbio. Il comunicato stampa diramato dal consiglio dei ministri martedì sera, infatti, dice che lo stato d’emergenza è stato dichiarato «a seguito dei danni provocati dal violento temporale abbattutosi... il 27 e 28 novembre». A Massa, ma anche nel martoriato Grossetano, l’alluvione che ha fatto più danni è stata però quella del 10 e 11 novembre. Solo Carrara ha avuto ingenti danni il 27 e 28 novembre. Dunque lo stato d’emergenza non vale per la prima alluvione? Dunque il governo si è dimenticato della prima bomba d’acqua? O c’è un errore?
Fino a ieri sera l’ufficio stampa del consiglio dei ministri assicurava che il testo del comunicato era fedele all’originale. E i colleghi della Protezione civile nazionale confermavano. Lo stesso sindaco Pucci ha alzato il telefono per chiedere spA scacciare i dubbi è Antonino Melara, responsabile regionale della Protezione civile per la Toscana, che a Il Tirreno, chiarisce: «È un errore del comunicato: ho letto il decreto e lo stato d’emergenza è stato dichiarato per gli eventi del 10, 11, 12 e 13 e del 27 e 28 novembre». Pericolo scampato.
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