La protesta
La speranza: che la ricostruzione porti lavoro al comprensorio
CARRARA. Sono già 1.500 le tonnellate di materiali ingombranti portati via dall’Amia, dai luoghi in cui erano stati accumulati dagli abitanti delle zone alluvionate: mobili, suppellettili, tanti cari...
CARRARA. Sono già 1.500 le tonnellate di materiali ingombranti portati via dall’Amia, dai luoghi in cui erano stati accumulati dagli abitanti delle zone alluvionate: mobili, suppellettili, tanti cari ricordi rovinati epr semrpe dal fango e dall’acqua entrata in scantinati e fondi, e nelle case. Qualche piccola montagnola si vede ancora qua e là sul territorio, lungo i muri esterni di case e palazzi.
Molte famiglie devono ricomperare tutto, fra arredi ed elettrodomestici. Spese impreviste, e per tanti quasi impossibili da sostenere ora, data la crisi economica.
Così, nell’assemblea svoltasi l’altra sera a Battilana, un abitante ha chiesto al sindaco se con gli appalti che scatterano per la messa in sicurezza del territorio, ci sarà un po’ di lavoro per le imprese locali.
Zubbani ha risposto che da parte delle associazioni di categoria, Cna, Confartigianato e Assindustria è venuta questa istanza, ma occorre seguire le regolari procedure, anche se per queste somme urgenze, è prevista la procedura negoziata, con appalti al maggiore ribasso. «Le associazioni ci hanno chiesto di cercare ditte possibilmente di questo comprensorio, ma vedremo cosa sarà possibile fare nei limiti di legge».
Per aiutare chi ha perso tutto o quasi, il sindaco conta molto anche sulla prevista asta benefica dei blocchi di marmo, «in modo da avere risorse private (come quelle derivanti dalle donazioni sul conto corrente aperto dal Comune) per aiutare la famiglia a ricomperare mobili, arredi ed elettrodomestici.(c.car.)
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