Il dolore
«La foce del Parmignola andava stappata»
La rabbia dei cittadini dopo il disastro. I tecnici: cominciamo i lavori proprio da lì Censimento dei danni: tanti alluvionati, ma pochi moduli riconsegnati al Comune
CARRARA. Nell’assemblea a Battilana, l’ampia illustrazione fatta dagli ingegneri del Comune, Nicola Festa e Giuseppe Marrani, ha inquadrato i lavori che verranno fatti al Parmignola, ma gli abitanti hanno lamentato a più riprese una situazione di ostruzione alla foce del torrente. E infatti gli interventi di messa in sicurezza partiranno, come ha spiegato Festa, proprio dalla foce per risalire fino alla passerella che c’è in via Parmignola. Più a monte per il Canal del Bocco, ha detto Marrani esiste già un progetto ma va finanziato.
Gli argini in sponda sinistra, lato carrarese, saranno consolidati per 2 chilometri. Poi sarà alzato di 80 centimetri il ponte sulla litoranea, e allargato da 15 a 17 metri: ai lati verranno realizzate piste ciclabili. Nell’alveo saranno messi palancolati metallici, mentre un muro in cemento armato (un cittadino ha espresso perplessità in merito) fodererà i blocchi di calcestrutto del Muraglione. Via Parmignola verrà rialzata ma in pratica sarà livellato l’avvallamento del «piano di campagna”.
Inoltre sono in corso accordi bonari con proprietari di terreni che verranno interessati dal cantiere per il ponte ferroviario parallelo all’Aurelia dove l’Anas attende di poter aprire il proprio.
A Battilana, durante i lavori, verrà istituita una viabilità alternativa: gli abitanti hanno chiesto una adeguata segnaletica.
Capitolo risarcimenti. Finora sono pochi (poco più di cento), ha detto Zubbani, i cittadini che hanno ritirato e riconsegnato compilati i moduli per il censimento dei danni dell’alluvione del 10-11 novembre. «Per la seconda alluvione forse potranno essere utilizzati gli stessi moduli, ma attendiamo chiarimenti dal ministero». Per ora il termine per la riconsegna è il 18 dicembre, salvo proroghe. Resta il problema dei risarcimenti da cui sono escluse le “pertinenze” cioè tutto ciò che non è abitazione. Ma Marrani ha consigliato di inserire “tutto” nei moduli, in via cautelativa, sperando che il governo allarghi le maglie in modo che tutto ciò che è stato distrutto dal fango negli scantinati, possa essere coperto da contributi. Intanto prosegue il triste pellegrinaggio nel centro di solidarietà allestito alla Imm, dove le donazioni di alimentari, vestiario e altri generi di prima necessità, incontrano la grande richiesta dichi ha perso tutto.(c.car.)
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