Il Tirreno

Per l’ecografia torni a ottobre 2013

di Claudio Figaia
Per l’ecografia torni a ottobre 2013

Tempi clamorosamente lunghi per molti esami ma anche visite fatte subito. E il nodo delle richieste inappropriate

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MASSA. Trentaquattro giorni di attesa per avere una visita neurologica, un mese per una visita cardiologica agli ospedali di Carrara o Massa. Ma per avere un controllo dallo specialista di otorinolaringoiatra basta aspettare 6 giorni e una visita ginecologica in Lunigiana (a Pontremoli o Fivizzano) te la fanno subito: tu telefoni, prenoti e vai, nello stesso giorno. Liste di attesa “pazze” per le visite specialistiche nell’Asl apuana. E liste ancora più lunghe, con clamorosi casi di prenotazioni che rimandano i pazienti a sei, otto, anche dieci mesi di attesa nella radiodiagnostica per immagini. Sono un segnale, uno dei tanti segnali dell’affanno in cui si trova la sanità pubblica e, in particolare, quella apuana.

Blocco delle prestazioni. Uno dei fattori che causa l’allungamento dei tempi di attesa per le visite specialistiche è il blocco delle prestazioni aggiuntive, ossia degli straordinari, dei medici ospedalieri, deciso dalla Regione a partire dallo scorso settembre. In altre parole le prestazioni supplementari che venivano chieste ai medici per ridurre le liste di attesa sono state stoppate per ragioni di contenimento della spesa e la conseguenza è che i malati devono aspettare di più.

Stop alle convenzioni. Il blocco delle convenzioni con strutture e medici privati, poi, anche questa una misura di spending rewiew sanitaria, contribuisce a peggiorare il quadro.

Parametri non rispettati. I parametri regionali prevedono che la visita venga effettuata entro 16 giorni dalla prenotazioni: tempi ampiamente non rispettati, nella maggior parte dei casi. Va detto che la tempistica è molto variabile: i dati che riportiamo in questa pagina possono variare di giorno in giorno a seconda di vari fattori diversi. Non ultimo quello legato al personale disponibile. Ad oculistica, ad esempio ci sono due specialisti assenti per malattia ed è difficile trovare un sostituto (anche quesot un problema: pare ci sia carenza di medici). Così per la visita bisogna aspettare 27 giorni sulla costa e 40 in Lunigiana.

L’esame? Passi nel 2013. Non va certo meglio nella diagnostica, cioè negli esami tipo Tac, Ecografia, Radiografia mirati ad accertare patologie e quadri clinici. Dove alcuni tempi di attesa sono scoraggianti. La prima data utile per avere un’ecografia della mammella all’ospedale di Carrara è il 24 ottobre del 2013! Cioè quasi tra un anno.

Radiologia quasi ok. I tempi sono invece buoni per la radiologia – se si accetta di andare a Fivizzano o Pontremoli l’esame è “just in time”; e sono discreti (vedi tabella) per le Tac e per le Risonanze magnetiche articolari.

Se il paziente rinuncia. Le criticità maggiori (confronta ancora la tabella) si hanno invece sulle altre Risonanze e sulle Ecografie. Per le Rmn l’Asl segnala anche il fenomeno delle rinunce all’esame che, da una parte è un indice di sfiducia del paziente, e dall’altra un fattore che appesantisce le liste di attesa. L’azienda per migliorare i tempi, ha predisposto (sarà attivo fra breve) una centrale telefonica che contatterà le persone che hanno prenotato un esame per verificare lo stato della richiesta (conferma/disdetta) per evitare di inserire nelle liste sedute che non si faranno.

Richieste inappropriate. L’Asl sta predisponendo un piano per il governo dei tempi di attesa che prevede anche una collaborazione con i medici di medicina generale per una maggiore appropriatezza nelle richieste delle visite e degli esami. Cioè: una campagna per ridurre il ricorso da parte dei medici di famiglia a esami diagnostici in molti casi evitabili, superflui, ridondanti che vengono prescritti – a volte – più per rassicurare il paziente che per una reale utilità. Con costi per la sanità e tempi di attesa che crescono. Il piano prevede di suddividere le richieste di esami in tre fasce: le più urgenti da effettuarsi entro 3-4 giorni, le medie urgenze in una settimana; in tempi più lunghi le diagnosi di monitoraggio senza urgenza.

Decide lo specialista. Il piano prevede inoltre che su alcuni esami “pesanti” sia lo specialista e non il medico di famiglia a stabilire se la prestazione è “appropriata”.

Urgenze subito. Gli esami diagnostici urgenti, tuttavia vengono evasi a prescindere dalle liste di attesa entro 3 giorni dalla richiesta del medico. E in questo caso è il medico che prescrive l’esame a certificare l’urgenza comunicandola all’accettazione.

Insomma, una strategia per migliorare l’efficacia della sanità. Perchè rinviare di 221 giorni una ecografia non è solo una questione di tempi: significa anche accettare il rischio di un progredire dell’eventuale patologia che si vuole diagnosticare.

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