La manifestazione
Ora Tenerani rischia 15 anni di carcere
Il giudice ha accolto la richiesta di giudizio abbreviato: il surfista 26enne avrà così lo sconto di un terzo della pena
CARRARA. Uccise con una coltellata al cuore un 26enne di Spezia, Jonathan Esposito, durante una violenta rissa fuori da un pub dove, il 26 febbraio del 2011 si festeggiava la fine del Carnevale. Davide Tenerani, che neppure ieri si è presentato in tribunale, ora rischia 15 anni di carcere.
Sarà giudicato con il rito abbreviato e la pena, qualora fosse condannato per l’accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi e rissa aggravata, sarà scontata di un terzo (come previsto dal rito): il gup della Spezia Marta Perazzo ha accolto la richiesta della difesa del 26 carrarese e ha rinviato il processo al prossimo primo febbraio, alle ore 9, nell’aula delle udienze preliminari - a porte chiuse - al quarto piano del palazzo di giustizia spezzino.
L’amarezza dei parenti di Jonathan. Una decisione, quella che di fatto ha accolto il rito abbreviato, che ha amareggiato i parenti del giovane spezzino che si sono costituiti parte civile apà Fulvio, mamma Silvana D’Andrea e la sorella Jennifer (assistiti dall’avvocato Luigi Fornaciari Chittoni) e la moglie del giovane spezzino, Chiara Bagnone, per il figlio che a soli 4 anni (rappresentata dal legale Cesare Bruzzi Alieti), erano presenti anche ieri in tribunale.
«I familiari non sono certo contenti per lo sconto di pena previsto dal rito abbreviato - spiega l’avvocato Fornaciari Chittoni - Ma ribadiscono la loro fiducia nella giustizia, come del resto, con grande dignità, hanno fatto fino ad oggi. Adesso per loro quello che conta è che si farà presto: il processo è fissato il 1° febbraio e la sentenza dovrebbe arrivare lo stesso giorno, o nel giro di poco tempo».
La difesa gioca la carta del super perito. Un vero e proprio colpo a sorpresa quello che ieri hanno riservato i legali di Davide Tenerani (il giovane è assistito dagli avvocati Andrea Corradino, Fabio Sommovigo e Cristina Lattanzi).
La richiesta del giudizio abbreviato è stata, infatti, condizionata dall’esame del perito della difesa, il medico legale e professore all’Università di Parma, Stefano Buzzi.
Non solo il rito è condizionato anche da nuove analisi del Dna: quelle su cui punta moltissimo la difesa per il rush finale di un processo che, a questo punto, potrebbe riservare delle sorprese.
Il giudice Perazzo ha ammesso la richiesta della difesa e, come controprova, i periti del pubblico ministero, la dottoressa, medico legale, Susanna Gamba e l’ufficiale dei carabinieri che ha coordinato le indagini fin nelle prime fasi.
Le parti civili: ma la dichiarazione dell’imputato è eloquente. L’avvocato Fornaciari Chittoni, che difende i genitori e la sorella di Jonathan Esposito, parla chiaro: «Il giudizio abbreviato non mette in discussione i dati di indagine - spiega. La dichiarazione dell’imputato, che ammette di aver inferto la coltellata mortale, è eloquente. In sostanza crediamo che, alla luce di tutti questi elementi, l’imputato non può essere assolto.
I capi d’accusa. Davide Tenerani dovrà difendersi dall’accusa di omcidio volontario (la pena minima è di 21 anni) aggravato da futili motivi (si arriva a 30 anni di carcere). Inoltre gli è contestato il reato di rissa aggravata ( da 6 mesi fino a 10 anni la pena prevista). E il porto abusivo di un coltello, per cui è prevista una pena pecuniaria.
Con l’applicazione del rito abbreviato, in caso di condanna, il surfista carrarese rischia fino a 15 anni di carcere.
La vicenda. La notte del 27 febbraio del 2011, davanti al circolo Arci Shake della Spezia, dove si festeggiava il Carnevale, venne ucciso con una coltellata al cuore Jonathan Esposito, 26 anni. Una rissa scoppiata forse per le avances a una ragazza, l'alcol e il campanilismo che infiammano gli animi. E una coltellata letale, dopo una serata di festa.
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