Il Tirreno

Non ci sono soldi per pagare Equitalia

di Fabrizio Palagi
Non ci sono soldi per pagare Equitalia

Il presidente degli impianti Piero Bardi: il consiglio di amministrazione ha solo le risorse messe a disposizione della società

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FIVIZZANO. Un milione di euro pende sul futuro delle Terme di Equi: soldi da versare, sia chiaro e non certo in bilancio attivo.

Soldi richiesti da Equitalia dopo che il Tar della Toscana ha respinto il ricorso delel Terme contro il ministero dello Sviluppo economico, contro Equitalia Cerit spa di Massa Carrara e nei confronti Mps Capital services Banca per l’impresa spa e del Consorzio zona industriale apuana, il tutto per annullare il decreto ministeriale del 2010 con cui vennero revocate le agevolazioni concesse in via provvisoria alle stesse Terme.

«Un discorso complesso da affrontare - dice il sindaco Paolo Grassi, interpellato sulla questione - e sul quale, al momento, non mi sento di commentare dato che prima voglio confrontarmi con la Provincia che, assieme al Comune di Fivizzano, detiene la maggioranza delle quote societarie, ossia circa il 38 per cento contro il 45 nostro. Posso solo rimarcare che si tratta di una batosta che rischia di far mettere in liquidazione le Terme».

Una sorta di deprofundis quella del sindaco fivizzanese? Forse, dato che il presidente del consiglio di amministrazione delle Terme, Piero Bardi, non è che prospetti orizzonti rosei.

«C’è da ricordare che un cda ha le risorse messe a disposizione dalla società - esordisce Bardi - e non può certo allungarne il valore economico. Non posso rispondere alla domanda su come pagare il conto impostoci dal Tar. So solo che le vicende attuali sono figlie di un periodo lontano e che adesso è assurdo chiedere indietro il contributo, con interessi, concesso a quel tempo. Del resto se in passato sono state fatte scelte e concessioni che hanno snaturato il progetto iniziale relativo alle Terme, appare chiaro che le conseguenze prima o poi arrivano. Mi riferisco, tanto per fare un esempio, al fatto della concessione in affitto dell’albergo delle Terme».

Piero Bardi si ferma un attimo e poi rilancia: «Adesso resta ben poco da fare. L’unica mossa che vedo è quella di convocare l’assemblea dei soci, cosa che farò a breve, attorno a Natale, direi, per valutare la situazione».

Domanda diretta a Bardi: ma ci sono questi soldi da qualche parte? «Assolutamente no. Non abbiamo un milione di euro, neppure mettendo assieme tutti i soci. Ribadisco che ne discuteremo assieme entro fine anno. Di certo la situazione non è facile, mettiamocelo bene in testa».

Soci seduti attorno a un tavolo proprio a Natale? Quasi certo dato che, come Bardi ha più volte ribadito, deve essere fatto entro il 2012.

A discutere sul futuro, ma forse è meglio dire, sul presente delle Terme, vista l’incombenza dei pagamenti, saranno i soci e cioè il Comune di Fivizzano, detentore del pacchetto più consistente di quote, ossia il 45 per cento, seguito dalla Provincia con il 38 e, molto più indietro, con poco potere azionario, da Comune di Carrara, Unione dei Comuni della Lunigiana Montana, Comuni di Casola e Aulla, oltrechè da privati, curca l’1,6 per cento.

Decisivo (?) sarà l’incontro prospettato dal sindaco Grassi con la Provincia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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