Il Tirreno

Le coop apuane sopravvivono alla crisi

Le coop apuane sopravvivono alla crisi

L’Istituto di studi e ricerche: sono 583 per quasi 3.500 addetti, preoccupa il numero di quelle in fase di scioglimento

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CARRARA. Le 583 cooperative della provincia di Massa-Carrara reggono il colpo della crisi, anche se la media di quelle in fase di scioglimento è più alta di quella regionale e nazionale: lo dicono i dati del nuovo rapporto dell’Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa Carrara, il primo interamente dedicato al mondo delle cooperative.

Lo studio, curato dal dottor Massimo Marcesini, è stato presentato ieri mattina, e rientra nelle iniziative realizzate in occasione dell’Anno internazionale delle Cooperative, proclamato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite proprio per il 2012.

Grazie alla collaborazione con Legacoop, Confcooperative e Agci, le tre principali confederazioni di settore, l’Isr ha scattato un’istantanea sul mondo delle cooperative in provincia di Massa-Carrara: nell’anno che si sta per concludere risultano 583 coop registrate, di cui 280 attive che operano per il 26,4% dei casi nel settore delle costruzioni, nel 14% dei casi in quello del supporto alle imprese e nell’ 8,2 per cento nel manifatturiero. 115 hanno sede a Carrara, 104 a Massa e 14 ad Aulla ma sono presenti in tutti i comuni della nostra provincia, escluso Bagnone. 3474 gli addetti impiegati dalle coop nel 2011, di cui 1923 donne: si tratta di lavoratori per lo più di mezza età mentre quelli sotto i 21 anni sono pochissimi.

Ancora più ridotta la componente giovane tra le cariche sociali, pari a solo l’1,1%: poche anche le donne, che ricoprono solo il 21.7 per cento delle cariche. «I dati ci dicono che a Massa-Carrara le cooperative crescono, nonostante la crisi», ha osservato Chiara Grassi, presidente di Legacoop, individuando nei ritardi dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e dei privati, l’ostacolo principale alla sopravvivenza di queste imprese. «Le cooperative sono come una riserva da tutelare», ha sottolineato Bruno Conti di Confcooperative, sottolineando come di questi tempi molte realtà fatichino a pagare gli stipendi e le tredicesime. «Le cooperative sono un bacino prezioso e unico di nuove opportunità per il mondo del lavoro», ha aggiunto Giuliano Baracchini, referente di Agci, che non ha nascosto i suoi timori per l’immediato futuro. E a rassicurare, almeno in parte, le preoccupazioni per i prossimi mesi ci ha pensato l’assessore regionale al Lavoro Gianfranco Simoncini: «Siamo stati costretti a tagliare in modo pesante il bilancio regionale, ma ciò nonostante abbiamo tutelato le risorse da destinare al sostegno alle imprese, e quindi anche alle cooperative. A breve – ha annunciato l’assessore – la nostra regione si doterà di un protocollo a sostegno delle cooperative, compilato insieme ai rappresentanti delle categorie: stiamo compilando la bozza e l’approvazione definitiva da parte della giunta dovrebbe arrivare ai primi dell’anno». E proprio per riconoscere il valore strategico delle cooperative per il territorio, ieri mattina, sono stati consegnati gli attestati di riconoscimento assegnati dalle tre principali organizzazione di settore in base ai criteri indicati dall’assemblea generale dell’Onu: Legacoop ha premiato la “longevità” scegliendo le tre cooperative del marmo, Gioia, Lorano e Canalgrande; Confcooperative ha puntato sull’innovazione, selezionando Cadal, Biomare e Cns; gli attestati di Agci sono andati infine a Cooperativa Ambiente, Consorzio Costa e Cooperativa B&B.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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