Il dolore
Il piano Tecnomar: 110 milioni nel 2017
Investimento da 8 milioni, subito 52 assunzioni, 105 nell’arco di due anni, i restanti 41 saranno riassorbiti dall’indotto
CARRARA. Un fatturato che raddoppierà in cinque anni, dai circa 60 milioni del prossimo anno ai 110 del 2017; degli attuali dipendenti del cantiere, nel primo anno saranno reinseriti 29 impiegati e 23 operai; nel secondo, 5 impiegati e 48 operai, per un totale di 105 persone; i restanti 41 andranno nell'indotto, 20 il primo anno, 21 il secondo, così da coprire i 146 addetti (sono esclusi i dirigenti).
E ancora, gli investimenti nei prossimi tre anni arriveranno a quota 8 milioni.
Sono questi i punti salienti del piano industriale di Nca, consegnato da Admiral Tecnomar alle parti, e che sarà oggetto di confronto domani, nel nuovo incontro romano.
La nuova proprietà. Il nuovo gruppo proprietario di Nca farà capo alla Holding Moda Design srl (della famiglia Giugiaro-Costantino) attraverso la Tyg Spa, presieduta da Giovanni Costantino. Tyg Spa produce e commercializza, dal 1964, megayacht in acciaio e alluminio, e svolge le generali attività di sviluppo del prodotto, di ingegneria navale e di refitting. L'impresa, proprietaria di Admiral, Tecnomar e Tecnomar Sail, coniuga l'esperienza di Tecnomar, con oltre 270 unità vendute, e di Admiral, con 130 navi prodotte e sta affrontando una fase espansiva della propria attività; si spiega che l'obiettivo è diventare leader internazionale nel settore dei maxi-yachts di lusso; il tutto, dato significativo, in piena autonomia finanziaria.
La flotta, per altro, si svilupperà con armatori internazionali mentre non vi sono clienti italiani.
Nove commesse certe, servono spazi con urgenza. L'attività produttiva è impegnata attualmente, si sottolinea nel piano industriale, su 9 commesse ed altre sono in fase di acquisizione. Si chiede di far presto a fornire il sito Nca, dove saranno trasferite commesse già avviate presso altri siti.
La società crede molto nello sviluppo del settore dello yachting, soprattutto a partire dal prossimo anno. Le navi Admiral hanno già una lunga storia di produzione in acciaio - alluminio ed è già iniziata l'evoluzione delle navi Tecnomar plananti verso l'alluminio, con l'avvio del progetto di una nave di 40 metri; non vengono più realizzati yacht in vetroresina.
La strategia di Admiral Tecnomar. Nel piano industriale, Admiral Tecnomar - a quanto trapela - sostiene di voler puntare sulla qualità e sul controllo verticale della filiera produttiva. La volontà sarebbe quella di valorizzare la tradizione cantieristica di Nca ed il know how tecnico e costruttivo del suo personale. Il gruppo chiederebbe inoltre garanzia di rinnovo della concessione demaniale. Non ci sarà modifica della destinazione delle aree, ma solo ammodernamento, con ristrutturazione generale ed ampliamento degli uffici, con un investimento indicativo previsto di 8 milioni di euro. La società, in caso di ammissibilità del programma, procederà a richiedere il finanziamento degli interventi secondo la legge 181/89 (rilancio delle aree industriali) e pertanto è disponibile a favorire la partecipazione di Invitalia Spa al capitale sociale di Nca (a quanto sembra, Invitalia resterà con il 5% per cinque anni).
Lo sviluppo in cinque punti: ci sono anche eventi artistici e un centro post-universitario. Lo sviluppo del piano industriale per Nca si articola su cinque punti. A quanto emerge, sono: costruzione di yacht e superyacht in acciaio e alluminio da 35 a 75 metri, con i marchi Admiral e Tecnomar; prosecuzione delle attività navalmeccaniche nel settore della cantieristica per unità navali tecniche ad altissimo contenuto tecnologico; attività di refitting di navi sia da diporto che commerciali, con almeno 8 partners di livello internazionale; creazione di un centro di formazione post-universitaria di valenza internazionale per il settore delle costruzioni navali; organizzazione di eventi artistici che aprano il sito alla cittadinanza e ad una utenza esterna, italiana ed estera qualificata.
Subito quattro superyachts. Appena parte, il gruppo è pronto a impiegare una parte dei dipendenti di Nca a supporto della costruzione di quattro superyachts oggetto di commesse già acquisite da Tyg, mentre parallelamente verrebbero realizzati gli investimenti sulle strutture. Per quanto riguarda le tradizionali attività di navalmeccanica, per sopravvivere i cantieri devono puntare a detta di Tecnomar su produzioni ad alto contenuto tecnico, tecnologico e qualitativo. Nella fase preliminare si è ipotizzata la costruzione di una chiatta affondabile e di un rimorchiatore, che si ritengono necessari per la gestione delle attività di nuova costruzione di superyacht, ma anche per quelle di refitting di superyacht fino a 90 metri.
Refitting, contatti internazionali. Per il refitting, si sono effettuati sondaggi anche in concomitanza con il recente Monaco Boat Sho. Le presenze degli equipaggi e dei team tecnici delle società armatrici, verrebbero canalizzate verso le strutture ricettive esistenti, in periodi dell'anno (autunno-inverno) nei quali le stesse sono normalmente vuote.
Master post-universitario. Sarebbero corsi residenziali post-universitari, in collaborazione con le Università di Pisa e Genova. I masters, di durata annuale, sarebbero articolati su più aule: una naval-ingegneristica ed una naval- stilistica. Questa iniziativa potrebbe portare 60-70 persone all'anno, anche dall'estero.
Eventi artistici "Art-on-waves".Secondo Admiral Tecnomar l'organizzazione con periodicità trimestrale di eventi d'arte costituirebbe un elemento di valorizzazione aggiuntivo, e favorirebbe anche il coinvolgimento della cittadinanza.
Fatturato e personale. Come spiegato nella tabella, il fatturato previsto passerebbe da 50,8 milioni a 109,7 in cinque anni, a incidere soprattutto yacht e navalmeccanica. Per quanto riguarda il personale, si fa notare che Admiral/Tecnomar ha assunto negli ultimi due anni 55 dipendenti. Lavorano inoltre per il gruppo imprese che impiegano circa 400 risorse e presso le quali potrebbero essere canalizzate ulteriori risorse di Nca. Il gruppo, come detto, si impegna ad inserire stabilmente direttamente in Nca 105 persone nell'arco di 24 mesi, e si avvarrebbe anche di corsi di formazione e fondi specifici. I restanti 41 andrebbero redistribuiti fra i circa settanta fornitori del proprio indotto. La ripartizione è indicata nelle tabelle.
Tutela del reddito. L'acquisizione prevede l'impegno alla tutela del reddito di tutti gli attuali dipendenti di Nca con l'esclusione dei dirigenti (146 addetti). In particolare, così trapela, è prevista la richiesta della Cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione aziendale per un periodo di 24 mesi (estensibile a 36 mesi) Parallelamente alla Cigs verrebbe attuato un piano di mobilità volontaria incentivata per favorire l'inserimento dei lavoratori di cui si prevede il riassorbimento presso l'indotto nell'arco dello stesso periodo di 24 mesi. Infine, quei dipendenti che non avessero trovato ricollocamento nell'indotto verrebbero posti in mobilità non volontaria ottenendo così un ulteriore periodo di tutela del reddito, che verrebbe integrato con un incentivo all'esodo pari ad una annualità di retribuzione lorda.
Bonus presso i negozi. Il gruppo ipotizzerebbe inoltre come premio un bonus spendibile presso esercizi locali convenzionati, con prezzi scontati. Per il finanziamento degli investimenti la proprietà avrebbe già stanziato l'importo necessario, senza ricorso al credito bancario, prevedendo il versamento di euro 3,75 milioni fin dal momento dell'acquisizione ed il successivo versamento del fabbisogno residuo in funzione dell'andamento degli investimenti. (m.b.)
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