La manifestazione
A processo come evasori Assolti due imprenditori
Marco e Maurizio Federighi si erano visti sequestrare un’auto di lusso e case Ma erano tutti beni che avevano accumulato dopo l’accertamento della Finanza
MASSA. Né la guardia di finanza né la procura avevano creduto allo stato di nullatenenti dichiarato da Marco e Maurizio Federighi, ritenuti soci occulti di una ditta di movimentazioni. Così era partito l’accertamento. Poi il sequestro dei beni dei due fratelli (una Porsche e diverse case) e la denuncia. Infine il processo. Ieri la coppia è stata assolta dal giudice.
L’indagine era stata condotta dal sostituto procuratore Rossella Soffio e proprio il pm aveva deciso di sequestrare i beni dei Federighi: un milione di euro, tra beni mobili e immobili. Soffio chiedeva come pena aggiuntiva la confisca. Invece tutto tornerà in possesso dei due imprenditori.
Marco e Maurizio, col supporto dei legali Scarone e Perfetti, si sono sempre difesi. Secondo la loro ricostruzione dal 2003 al 2007 la ditta non stava passando un bel periodo. Non solo, era di proprietà del padre. L’unico quindi che doveva i tributi allo Stato. E quindi quelle dichiarazioni dei redditi erano veritiere. Ma se nullatenenti ha chiesto il pm più volte come potevano avere quelle proprietà? Case e auto di lusso erano arrivate in un secondo momento, dopo il 2007. Periodo per il quale hanno pagato fior di tasse come hanno dimostrato al giudice che poi li ha assolti «perché il fatto non sussiste».
Una posizione questa che era stata contestata dal sostituto procuratore Soffio che nella prima udienza aveva chiamato a testimoniare l’ufficiale della Finanza che aveva eseguito i rilievi. Il militare aveva raccontato al giudice come era stato fatto l’accertamento e quali erano stati gli elementi raccolti dal comando che avevano fatto scattare la verifica nei confronti della ditta massese. Ma hanno vinto le difese. E i Federighi.
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