Il dolore
Stop alle antenne per i cellulari nel centro storico e nelle frazioni
Il Comune di Pontremoli dichiara guerra a inquinamento elettromagnetico e aumento degli impianti il consigliere Michele Lecchini: utilizziamo una legge regionale adattandola alla fisionomia della città
PONTREMOLI. Stop al proliferare selvaggio di antenne: il Comune ha deciso di mettere un freno all'inquinamento elettromagnetico nel centro storico e nelle frazioni, approvando un piano che disciplina il rilascio dei titoli abilitativi e delle autorizzazioni per l’installazione di impianti di radiocomunicazione compresi tra 100 KHz e 300 GHz. In sostanza il documento mette dei paletti rigidi per quanto riguarda la loro distribuzione sul territorio, e impone ai gestori il monitoraggio e il controllo dei livelli di esposizione della cittadinanza ai campi elettromagnetici. Sarano favoriti inoltre eventuali interventi di risanamento, delocalizzazione e razionalizzazione delle installazioni già in piedi.
«Oggi arriva a soluzione una questione che ormai teneva banco da vent'anni - dice il consigliere comunale Michele Lecchini, titolare della delega all'ambiente - e che nel tempo rischiava di andare anche peggiorando, contando che al sorgere di ogni nuova tecnologia le richieste di installare nuove antenne da parte dei privati si moltiplicano. Con questo programma recepiamo una legge regionale, confezionandola su misura per Pontremoli».
Sulla correlazione tra esposizione ai campi magnetici e l'insorgere di determinate patologie la comunità scientifica dibatte da tempo tra accuse di allarmismo e di conflitto di interessi. «Ma che il pericolo sia reale o presunto è sempre meglio evitare - aggiunge Lecchini - a Pontremoli erano due le zone finite nell'occhio del ciclone: in centro, su via Sforza dove c'è un edificio della Telecom con installazioni sul tetto, e dove un tempo oltretutto sorgeva anche un asilo determinando forti proteste in passato. E poi ad Arzelato dove c'è la storica postazione dei ripetitori televisivi».
Il grosso del programma riguarda in particolare le antenne per la telefonia mobile, che hanno invaso l'Italia a partire dalla metà degli anni Novanta. Nuovi impianti «non potranno essere installati in aree urbane ad alta densità di popolazione - recita il documento - né presso siti che ne ospitino altri già esistenti. Per gli impianti già presenti, in tali aree il Comune provvederà a favorire e incentivare la loro delocalizzazione verso aree più idonee».
Inoltre i titolari saranno obbligati a comunicare ogni anno i dati sui livelli dei campi elettromagnetici nelle immediate vicinanze degli impianti. Gli edifici dichiarati off limits sono tutte le scuole da quelle dell’infanzia alle superiori, gli asili nido, l'istituto penitenziario minorile, gli ospedali, le case di riposo e di cura, le aree verdi attrezzate per il gioco dei bambini e il castello del Piagnaro.
Nelle aree di interesse storico e monumentale saranno consentite installazioni che sfruttino soluzioni tecnologiche per mitigare l’impatto visivo; oltre ai livelli di elettrosmog saranno valutate anche forme, dimensioni, materiali e colore.
Andrea Bonatti
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