Il Tirreno

Le politiche si mangiano le primarie

In caso di voto a febbraio e di accorpamento delle amministrative mancherebbero i tempi per la consultazione locale

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MASSA. Monti se ne va, le elezioni politica si incamminano verso febbraio e le primarie del centrosinistra massese rischiano seriamente di saltare.

Non per cattiva volontà o disaccordi ma semplicemente perché potrebbe mancare il tempo materiale per farle.

Due gli scenari possibili con le elezioni politiche fissate a febbraio.

Il primo vede saltare inevitabilmente le primarie massesi. Basta guardare il calendario. La legge dice che nei trenta giorni precedenti le elezioni vanno presentate le liste. Trenta giorni prima vuol dire fare le primarie per Befana o a Capodanno se vogliamo scherzarci un po’ sopra.

Tanto più che non è che siamo in presenza di un accordo già stabilito, siamo ancora al fischio di inizio. Si comincia stasera, quando il tavolo comunale del centrosinistra si riunirà per la prima volta dopo le primarie del Pd. Al tavolo, malgrado qualche mal di pancia, dovrebbero essere presenti anche i rappresentanti della Rete di coordinamento delle associazioni che sponsorizzano la candidatura a sindaco dell’assessore al bilancio Alessandro Volpi.

Volpi che ha anche l’appoggio di Rifondazione, Verdi e Idv (sempre che, ne parliamo di fianco non spunti anche la discesa in campo del leader Fabio Evangelisti) . Ma Rifondazione, parlando poi di politica da mettere d’accordo, è nel mirino di Sel viste le posizione assunte a livello nazionale.

Al tavolo ci saranno anche gli Arancioni di Roberto Pucci che tra l’altro stamani, insieme a Sel, Udc e Api terranno una conferenza stampa per presentare la conferenza programmatica della maggioranza che andrà in scena, e il caso di dire, domenica mattina al teatro dei Servi. Là Roberto Pucci, salvo ripensamenti dell’ultimora, si dirà pronto a correre alla primarie di coalizione del centrosinistra. Un avversario di peso per tutti. Lui (e ovviamente a quel punto non Volpi) sarà il candidato dell’attuale maggioranza. Volpi finora ha resistito alla tentazione di smarcarsi dalla giunta Pucci, dimettendosi per essere più libero di muoversi.

Il Pd, con il segretario Cesare Ugolotti sempre più padrone del campo, aveva pronte un paio di date da proporre agli alleati già questa sera. Ovvero il 13 e il 20 gennaio, prevedendo quindi anche un ballottaggio tra i primi due candidati più votati. Se le elezioni amministrative, come alcune regionali, venissero accorpate, per così dire, alle politiche mancherebbero i tempi tecnici per fare queste primarie. Sempre che in un paio di riunioni non si trovi subito accordo sul programma, sulle date delle primarie e sulle regole (quante firme ad esempio per le candidature a sindaco?).

In questo caso probabilmente il massimo possibile sarebbe una maxi coalizione alla Zubbani, con le segreterie dei partiti a farla da padrone. Ma c’è un’altra opzione, forse più probabile: amministrative lontane dalle politiche. Invece che votare ad aprile si potrebbe votare a maggio o giugno e allora le primarie tornerebbero prepotentemente di moda. Per Massa probabilmente questa sarebbe la migliore soluzione: il giusto tempo per le trattative, per fissare un programma e poi scegliere il candidato. Con le primarie, perché no. (Ar.An.)

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