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Il surfista carrarese non è più ai domiciliari dallo scorso febbraio ha l’obbligo di dimora
CARRARA. Lo scorso 27 febbraio, a un anno esatto di distanza dalla serata al pub finita in tragedia nella quale fu ucciso il giovane di Spezia Jonathan Esposito il gip del tribunale della Spezia...
CARRARA. Lo scorso 27 febbraio, a un anno esatto di distanza dalla serata al pub finita in tragedia nella quale fu ucciso il giovane di Spezia Jonathan Esposito il gip del tribunale della Spezia decise che Davide Tenerani, accusato dell’omicidio, poteva tornare libero. Scadevano, infatti, i termini dell’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari (dove Davide si trovava dal 26 luglio), e il gip Diana Brusacà doveva valutare se reitare i domiciliari stessi oppure, seguendo la richiesta della difesa, rimettere in libertà il nostro concittadino. La scelta è stata della libertà, unici obblighi: restare in casa dalle nove di sera alle sette del mattino, dimorare nel comune di Carrara.
Tecnicamente, il provvedimento del giudice di Spezia è un’ordinanza, emessa dopo avere discusso la richiesta avanzata dal pm titolare delle indagini che chiedeva, come detto, di prorogare gli arresti domiciliari. Lo stato di detenzione durava da un anno, prima in carcere e poi dal 26 luglio ai domiciliari, e nel periodo Davide Tenerani aveva sempre osservato un comportamento corretto. L’unica ipotetica esigenza cautelare, aggiunse nella sua analisi il giudice, potrebbe essere il pericolo della reiterazione del reato ma - scrisse - «la particolare contingenza che ha portato all’omicidio fa ritenere allo stato affievolita anche l’esigenza cautelare ancora ipotizzabile».
Venne quindi individuata la misura dell’obbligo di dimora nel comune di Carrara, con annesso obbligo di reperibilità in casa dalle 21 di sera alle 7 del mattino.
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